Città distrutte. Sei biografie infedeli

E’ il mio primo libro di narrativa. Esce a gennaio 2012. Lo pubblica Gaffi. Nasce attorno a una “biografia fittizia” pubblicata su «Nuovi Argomenti» nel 2007 (Éster Terracina), alla quale se ne sono aggiunte altre cinque. Riproduco un po’ di informazioni, ma per il resto rimando al sito del libro: cittadistrutte.com.

La copertina nasce da una foto che scattai a Berlino, dalla “vetta” di Kreuzberg.

Quanto al contenuto:

“Se mi chiedono di essere un altro, pensare come un altro, vedere con gli occhi di un altro, non faranno che rafforzarmi in me stesso e rendermi per loro ancora più spinoso.

Quando sono diventato quello che sono? Dov’è il momento in cui sono nato? Perché vedo così nitidamente le storture del nostro paese? Perché non sono nato miope? E perché sono un artista?”.

Un regista sovietico esule in Italia è artefice e vittima della propria solitudine. Una ragazza argentina, negli anni della dittatura, mostra ai militari di Buenos Aires un coraggio impulsivo e ingenuo. Un giornalista siciliano matura attraverso il fascismo e una democrazia imperfetta. Un bracciante molisano insegue la redenzione dalla povertà della sua terra. Un diplomatico prussiano trova il proprio destino di filosofo mentre Roma cade, presa dalle truppe di Napoleone. Una poetessa infelice prova a riscattarsi in una scrittura frammentaria ed emotiva.

“Sono una città distrutta. Se Dio vuole, la storia è fatta di città distrutte e poi ricostruite.”

Lo confessa uno dei personaggi raccolti in questo libro. Ognuno di loro potrebbe averlo pensato. Le città hanno molti nemici: il potere, la repressione, le “interruzioni” imposte da una storia collettiva scandita da altri, il fallimento, la morte. Per questo ogni “città distrutta” si assomiglia e, fuor di metafora, ciascuna esistenza umana nel suo non compiersi, nel suo non raggiungere la felicità, è l’esito di una violenza.

Al suo esordio narrativo, Davide Orecchio rielabora il genere biografico mescolandolo alla finzione. I suoi racconti si basano su fonti edite, materiali d’archivio, fatti documentati, ma li rispettano fino a un limite preciso, varcato il quale il lettore è testimone di un tradimento: la ricostruzione saggistica cede il passo all’invenzione.

Nuovi Argomenti


Éster Terracina è il mio primo racconto pubblicato su «Nuovi Argomenti» (38, 2007). Lo potete leggere qui.

Rivendicazione di Matilde Famularo è il secondo racconto pubblicato su «Nuovi Argomenti» (48, 2009).

Nazione Indiana


Tra gennaio e febbraio 2011 ho pubblicato su Nazione Indiana, in quattro parti, un estratto del racconto Un’altra vita di Johnny Tossi.

  1. Parte uno
  2. Parte due
  3. Parte tre
  4. Parte quattro