Vittoria dell’arte sulla censura nel cammino verso il nucleo della verità
davideorecchio
Pubblicato il 22 maggio 2012
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Dopo tre ore e mezzo di valchirie incestuose mi sono convinto che, nell’orribile famiglia di Wotan, l’unica che si salva è Brunilde.
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Bisogna prendere la metro in direzione Dahlem, linea U3, e scendere a Podbielski Allee. All’uscita c’è uno spaccio dove si possono comprare un panino e un giornale. Anni fa lo gestivano due anziane signore che, immagino, saranno morte. A dispetto del suo nome, dell’Archivio di Stato che ospita e del quartiere universitario nel quale si trova, Archivstrasse è una via residenziale. Percorrendola s’incontrano villini monofamiliari le cui pareti esterne, interrotte da ampie finestre o canoe appese a un gancio (siamo vicino ai laghi), sono pure ricoperte da rami d’edera. Il canto degli uccelli si avverte più spesso del passaggio di un’automobile. Dirimpetto alle abitazioni, edifici civici – la scuola, l’ufficio delle poste – sbucano tra quello che resta di un bosco. Dieci minuti e si…
Agosto 1990, Berlino. Rudi K. è il mio padrone di casa, mi ha affittato una stanza e io quando posso converso con lui. Rudi K. è alto, biondo, ha circa 40 anni ed è scappato dall’Est prima che buttassero giù il Muro. È scappato quando a scappare rischiavi la vita. È scappato dalla dittatura, da Honecker, dai cosmonauti, dallo studio del russo, dal socialismo reale e da una moglie ancor più reale. Rudi K. vive a Neukölln, quartiere di operai e immigrati. Rudi K. ha un figlio che adesso sta in vacanza. E nel letto del figlio ci dormo io. Rudi K. non ha più una moglie, ma ha un fidanzato. Un ragazzo greco che vive con lui, e col figlio e quest’agosto con…
Il primo museo ebraico di Berlino non è quello firmato da Daniel Libeskind e inaugurato nel 2001. E’ molto più vecchio, ed è scomparso da tempo. Aprì a Oranienburgerstrasse, vicino alla sinagoga, il 24 gennaio del 1933. Una settimana dopo il nazismo andò al potere.
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L’ultima casa di Bertolt Brecht sta nel centro di Berlino, in una via il cui nome è Chausseestrasse e si pronuncia più o meno così: Sciossée schtrasse. Questa casa è anche un museo, ma Brecht – che l’abitò dal 1953 al 1956 insieme alla moglie, l’attrice Helene Weigel – forse non immaginava che sarebbe diventata un museo. O forse sì, visto che ogni gesto e azione dei Grandi è sempre in funzione del ricordo in eterno.