Lettere a una fanciulla che non risponde #1

Cara Giulia,

la notte scorsa credevo fosse una come le altre ingiusta morsa da sciacalli oscena notte come sempre piena di chiarezza su me stesso e i miei molteplici azzannanti velenosi isolamenti. Mi ero messo la notte scorsa a soccombere ai miei come dice mio padre espressi da dentro ma come aggiungo io anche complottati da fuori non nominabili mali. I mali di cui soffro Giulia i non nominabili soltanto soffribili mali (sono Vasco torno a scriverti mi hai riconosciuto?). Avevo mangiato la pasta già preparando il Valpinax inutile per dopo avevo bevuto il vino schifoso mi ero rollato la quarta canna dalle sette di sera avevo visto il primo tg e il secondo e il terzo tg perché tu lo sai che io devo stare attento su questo devo stare sveglio non mi posso lasciare sorprendere. E per giunta avevo scoperto la crepa sul muro.

La nuova l’ennesima crepa.

Come un geco poggiata sul muro.

Sopra i libri ammucchiati come un graffio di matita la crepa umida e nera sul muro.

Un nuovo problema che si aggiunge ai problemi che già so perché lo so Giulia che l’umidità graffia il muro ma anche la mia gola che questa tosse è nata nella casa insana e le mie dal dottore mai riconosciute febbri frequenti anche sono sempre nate nella casa insana (prima di traslocare ero sano Giulia). Ma ti dico appunto non bastavano i nuovi e i vecchi problemi che già me ne ero creato uno ancora più nuovo chiedendomi: dove vado stanotte al Forte o al Branca? Non bastavano l’altra notte il cibo cattivo la promessa dei crampi alla pancia e la crepa sul muro

nitida crepa

e umida crepa

per non parlare degli azzannanti isolamenti che pure mi dovevo chiedere: Forte o Branca? E sembrava quindi una notte rovinata come le altre a pensare: Forte forse è meglio Forte dove forse stasera incontro Giulia a pensare: ma stasera non c’è il reggae al Forte non ci sarà Giulia a pensare: allora Branca dove incontro Pepe e Stella e parliamo del mio ruolo nel comitato ma forse Pepe non c’è e Stella senza Pepe non mi ascolta a chiedermi: allora Forte o Branca? Pensa che notte rovinata che mi stavo preparando Giulia la notte scorsa. 

Ma ho preso poi la decisione giusta che mi ha portato a quest’inaspettata apertura di un dialogo che ha reso il dialogo possibile Giulia con te che lì fuori non smetti di sfuggirmi ed evitarmi come un fantasma peggio di un fantasma come una zanzara posata in alto sulla mia testa o come se fossi spaventata a morte da me. Ho preso appunto la decisione giusta l’altra notte che non è stata così una notte come le altre da puzza di fumo (solo) e ottundimenti e proprio per quella decisione mi trovo ora in condizione di scriverti di non essere più per sempre schivato da te.

Ti scrivo infatti ho il tuo indirizzo proprio perché l’altra notte ho deciso ed era giusto farlo ed è stato fondamentale farlo di andare al Branca non al Forte ma al Branca dove non avrò trovato né Pepe né Stella e non ho trovato certo te ma ho parlato con Lucio ho trovato Lucio che mi ha dato una cosa che ha cambiato credo la mia vita con Lucio ci siamo bevuti una birra ci siamo rollati una canna sulle scale al primo piano del Branca mentre la musica suonava forte e dentro al cinema era iniziato Ken Loach ma a noi non importava a me soprattutto non importava perché Lucio mi aveva appena dato una cosa così importante Giulia e io non facevo che chiedergli ma dove l’hai trovato ma come hai fatto Lucio dio mio allora la conosci anche tu non pensavo che la conoscessi Lucio che avessi il suo indirizzo Lucio la sua email Lucio tu l’avevi. E da quanto tempo l’avevi? gli ho chiesto per quanto tempo l’hai avuta l’email di Giulia ho chiesto a Lucio Giulia. E lui ha detto da un mese forse da due mesi me l’ha data Vito perché io Giulia la conosco appena. Così la scorsa notte Giulia sebbene annunciata da orribili e consueti vizi e cerimonie ho avuto il tuo indirizzo da Lucio che l’aveva avuto da Vito e ho riscattato tante notti simili a quella e tante altre che verranno facendo per una volta almeno nella vita nella notte la mossa giusta di essere al posto giusto come si dice al momento giusto me lo sono scritto l’indirizzo su uno stropicciato tirato fuori dalla tasca che avevo da una settimana già timbrato biglietto orario della metro e del bus che poi ho rimesso in tasca e portato a casa e custodito fino a stasera per un giorno intero pensa oggi al risveglio il primo pensiero già era quello di scriverti e come scriverti e quando e come spiegare che ti scrivevo Giulia

e ora lo faccio

sì ora ti scrivo….

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