Multiboxer

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L’esordio di un multiarto può essere liquido. Depongono il neonato nel cesto, tra i cesti. Le sue tre braccia destre si agitano, le due gambe scalciano, le tre braccia sinistre si rivolgono in segno di lotta, il braccio centrale stringe il piccolo pugno e si prepara al colpo, superiore e inferiore fanno già scudo al torso. L’addestrano all’equilibrio e alla corsa, al passo e alla guardia. Nella palestra una voce diffusa gli insegna le mosse, ad esempio i doppi ganci a sinistra mentre il primo destro cerca l’uppercut, il secondo destro va verso il fegato e l’inferiore mira allo stomaco dello sparring partner-bot che un giorno sarà sostituito dall’avversario di carne, anche lui multiarto. È solo, educato allo spirito boxe. Non raggiunge gli altri nel dormitorio. Non gioca né mangia con loro. Però è fortunato. Non è destinato alle aree di produzione. Non raccoglierà cespi. Non competerà con le macchine per la produzione di macchine. Non porgerà cibo o vino in un’area di consumo eurasiatica. Forse. Chiede: «Quanto vivrò? Morirò presto?». Ma nessuno risponde.

Prosegue su Per rabbia o per amore. Lo sport in 12 racconti, 66thand2nd.

Foto di eloneo da Pixabay