Nuovo libro: Mio padre la rivoluzione (minimum fax)
Web: Nazione Indiana

Blog

Domande e risposte

Sull’ultimo numero della Rivista Reportage (33, gennaio 2018) Maria Camilla Brunetti mi intervista su Mio padre la rivoluzione. Queste sono le domande. Come hai costruito l’impianto narrativo di questo libro, sorprendente per documentazione storica di archivio e allo stesso tempo per stile immaginifico? Quella che compi in questo lavoro è un’indagine composita sulle infinite possibilità della storia. In che modo hai lavorato tra il polo del saggio e quello dell’invenzione letteraria? Quella di Mio padre la rivoluzione è anche una lingua emotiva, del personale. Come entra la tua storia privata all’interno del racconto del sogno, del mito e dell’illusione della…

Una vita

E nato a Milano quattordici giorni avanti la caduta del Ministero Giolitti, del primo. Vi trascorse un’infanzia tormentata e un’adolescenza anche più dolorosa: fu accolto nelle classi elementari del Comune, ottime. Vi trovò il suo liceo e le sue matematiche. Poi la guerra: la perdita del fratello Enrico, caduto nel ’18. Lavorò in Italia, fuori d’Italia: in Argentina, in Francia, in Germania, nel Belgio. La sua carriera di scrittore incontrò gli ostacoli classici, economici ed ambientali: più quelli dell’era, anzi delle diverse ere che gli toccò di attraversare. Visse dieci anni a Firenze: 1940-1950: gli anni belli, quando era venuto…

Presente e passato, che fare

Pochi giorni fa, in uno splendido articolo su Avvenire, Lisa Ginzburg ha diagnosticato uno dei sintomi che mi paiono più flagranti in Mio padre la rivoluzione. Ossia il desiderio di infrangere le barriere che separano il presente dal passato. Per parlare con ieri e ascoltarlo, oppure per inviargli e riceverne lettere: «Tutto il libro è una riflessione sull’incomunicabilità tra le declinazioni del tempo: tra presente e passato, tra qualcuno che “prigioniero incapsulato nel presente” è invece al passato che si rivolge, con la passione di ricercatore che già pensa al futuro, che vorrebbe le cronologie stravolgerle così da sovvertire ogni…

Racconti post-reali

Su Internazionale Extra-Playlist Frederika Randall e Goffredo Fofi segnalano MPLR tra i migliori libri del 2017. «… storie attendibili della rivoluzione e delle sue contraddizioni, acutamente giudicate e soprattutto magnificamente narrate in Mio padre la rivoluzione». Su Blow up di dicembre, nella rubrica I libri del mese, Fabio Donalisio dedica una bella recensione a Mio padre la rivoluzione. «Tutto qui è splendidamente tecnico: il gioco delle parti tra personaggi “reali”, storici e volti disegnati ad arte; il falso, il plagio, la mimesi del dato e del documento, appunto; la concorrenza del verosimile al vero».

Radio Days #3

È stata l’occasione per spiegare il ruolo del tempo nel libro: tempo personaggio, tempo storico passato presentificato, tempi verbali. E poi per parlare di Trockij, Bob Dylan e mio padre. ⬇︎ È successo nel corso di un dialogo/intervista con Giordano Meacci su Mio padre la rivoluzione. ⬇︎⬆︎ Domenica 17 dicembre 2017 sono stato ospite del programma radiofonico La lingua batte su Radio3, curato da Meacci, in una puntata dedicata alla Rivoluzione. ⬇︎⬆︎ (Immagine nella foto di copertina tratta da: StockSnap)

Il tempo non è unidimensionale

« (…) Basterebbe avere il coraggio di farlo, per comprendere che in fondo con gli strumenti che il presente ci impone è ancora possibile oltrepassare l’unidimensionalità del presente per dirla alla Herbert Marcuse (…) ». Segnalo un bel post su Mio padre la rivoluzione pubblicato da Marco Incardona su Il tempo di Dioniso. Nell’anno della ricorrenza del Centesimo Anniversario della Rivoluzione di Ottobre, c’era certamente da aspettarsi un numero copioso di uscite editoriali sull’argomento, più o meno scaltre, più o meno spudoratamente celebrative, ovviamente nel bene e nel male. Non c’era invece da aspettarsi, o meglio, c’era forse da augurarsi un…