In libreria: Città distrutte (il Saggiatore)
Mio padre la rivoluzione (minimum fax)
Web: Nazione Indiana

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La nuova edizione di Città distrutte

Tutti i libri hanno una storia. E Città distrutte, nel suo piccolo, non fa eccezione.
Il Saggiatore ne pubblica una nuova edizione, con una bellissima postfazione di Goffredo Fofi. E’ il mio primo libro di narrativa. Una raccolta di racconti uscita la prima volta nel 2012.
La nuova edizione apporta poche modifiche, qualche refuso corretto, un nome proprio che cambia. Ho preferito lasciare il testo originale, senza cedere a smanie di riscrittura.

Mariasole Ariot

ditele che il mondo è il retaggio di una madre, ditele che è un cratere spento, ditele che l’uomo ha fame dell’umano, ditele che la fame non è innocente.
ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che grido, ditele che è bianco, ditele che è forma
ditele che il niente ha il peso di un oggetto, ditele che il vuoto non è cavo, ditele che parlo.
ditele che il consiglio è: evaporare, ditele che un foro non è un passaggio, ditele che non passa, ditele che hanno cartografato il vuoto

A Peter Handke (rivisitato)

Gentile Peter Handke, Le propongo uno scambio. Lei mi dà la Sua ora del vero sentire. Io Le do la mia, di ora del vero sentire. Le cedo il mio, ma d’ora in poi Suo, vero sentire il tanfo del tempo che il mio, ma d’ora in poi Suo, asfalto trasuda e diffonde. Le cedo il miles gloriosus, il coatto, il Palazzo, il gatto e la gattara, la mazzetta, il Ponentino, il borghese in terrazzo, le palazzine, il palazzinaro e lo scempio, l’ignorante al potere, la frittata del garagista notturno (nella mia, ma d’ora in poi Sua, ora del vero sentire).

La storia in gioco

Un viaggio tra Bergamo e Pistoia.
Nella scuola del Nord s’alza un ragazzo e chiede: “Perché l’hai chiamato Koba? Perché la centrale nucleare?”.
Più tardi la professoressa mi spiega: “Sai, lui è bravissimo. Studia più di tutti gli altri. Ha 7 in latino! Viene dal Marocco”. Come si fa a non tifare per lui? Buon vento, ragazzo.