Lettere a…

C’è chi scrive lettere ai morti e c’è chi non le scrive. Io le scrivo. Non arreca nient’altro che una sopportabile malinconia. Poi si torna a ridere davanti alla serie tv. Si pota la pianta. Si compra il tè nero. Si dorme fino alla settima ora, fino alla prossima lettera ai morti. Poi si compra il pane integrale per l’insalata. Si beve il caffè senza lo zucchero. Si sbuccia la mela. Si regola il conto col creditore. Fino alla prossima lettera ai morti. Che non ha bisogno di troppo sforzo. Non consuma l’inchiostro, non occupa i bytes. Non si salva…

Regole di scrittura di Arrigo Benedetti

Non si usano i verbi inventati, come evidenziare, presenziare, potenziare, disattendere; o superflui come effettuare per fare, iniziare per cominciare; i francesismi come “a mio avviso”; le frasi fatte come “madre snaturata”, “folle omicida”, “agghiacciante episodio”, “in preda ai fumi dell’alcool”, “i nodi da affrontare”, “nell’occhio del ciclone”, “l’apposita commissione”; gli aggettivi che servono a caricare di infamia chi non ne ha bisogno, come il “criminale fascista”, “l’infame dittatore”

Ognuno avrebbe potuto diventare un altro

La biografia deve «rappresentare l’individuo nei rapporti col suo tempo, e mostrare dove il tutto gli si opponga, dove lo favorisca, come egli ne abbia tratto una visione del mondo e dell’umanità, e come, se è artista, poeta, letterato, lo rifletta a sua volta. Ma per questo occorre qualcosa di pressoché irraggiungibile, cioè che l’individuo conosca se stesso e il proprio secolo…