La scuola che andò a fuoco

Più di trent’anni fa e quasi quaranta questo padiglione scolastico andò a fuoco. Una stufa di ghisa rimase accesa troppo a lungo. La maestra severa si distrasse tra i disegni e le ocarine dei suoi allievi, e poi uscì a controllare i maschi. La maestra gentile giocava nel bosco con le bambine, e lei pure si distrasse. Nessuno s’accorse del fumo che iniziò a filtrare da ogni varco: dagli infissi delle finestre, dalle scuri e dal legno tarlato, da porte chiuse e socchiuse; mica solo dalla canna del camino! Ma quando il bosco si riempì di caligine e del suo…

Pentimento di un Suv romano

Posso parlare? –  Ti ascolto. – Vorrei provare a spiegarmi… – Non sarebbe meglio se prima ammettessi le colpe? – Forse hai ragione. Allora, vediamo… E’ vero, sono enorme. Ingombro le strade della città. Consumo troppa benzina. Inquino più delle altre auto. Ecco. – Tutto qui? – Cos’altro devo dire? – Non sei esattamente una piuma. Qualche accenno a cosa succede quando corri troppo, quando sbandi, magari quando investi qualcuno? – E’ vero, sono pericoloso: se l’impatto con un’auto normale può ucciderti, con me muori di sicuro. – Mi basta sapere che sei consapevole della tua inutilità. – Inutilità? Non ho detto…

Festival delle scienze, festival del tempo

(e postscriptum autobiografico) Quest’anno tutti al Festival delle scienze. In quel fine settimana lungo, dal 19 al 22 gennaio, non ce ne sarà per nessuno. Niente per le mogli, per le amanti, per le fidanzate, per i figli, per i cinema e le partite di calcio. Vincerà il festival, col più sexy dei temi in rassegna: il tempo. La settima edizione dell’appuntamento all’Auditoriun di Roma sarà dedicata alla quarta dimensione. Leggo dal cs: «Tra analisi scientifica, indagine filosofica e qualche visionaria incursione nella fantascienza (…) il Festival sarà un viaggio attraverso lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè scientifici, eventi per le…

Anche le anatre cadono

Se voglio tornare a casa, devo passare per Castro Pretorio. La via, il viale, e viale Pretoriano. Ogni giorno. Un tempo mi circondavano decine di alberi alti e malati, però non badavo mai a loro. Al riparo della solitudine attutita del mio casco, nel raggio dei fari di macchine altrui e sotto il lume dei lampioni, non mi accorgevo che di auto e semafori.

Biblioteche e homeless. Seattle, San Francisco, Roma

Le biblioteche americane provano a reinventarsi. A rischio di estinzione, con un volume di consultazioni librarie che si assottiglia, e la minaccia della cultura digitale che incombe, le library aprono le porte ai senza tetto (non le hanno mai chiuse, in effetti), ai disoccupati, agli immigrati. Diventano dei community center.