Città distrutte cinque anni dopo

A quasi cinque anni dalla sua uscita, Città distrutte suscita ancora qualche riflessione. A cominciare da quelle di Riccardo Castellana che, in un saggio notevole su La biofiction. Teoria, storia, problemi, pubblicato su «Allegoria», 70-71, osserva: «Per Città distrutte, a rigore, non dovrei parlare di biofiction, perché nessuno dei personaggi di queste sei biografie infedeli porta il nome di una persona reale: è assente cioè il nome proprio come “designatore rigido”, direbbero i filosofi del linguaggio, capace di assicurare il legame tra la persona reale e la sua “controparte” finzionale. Eppure, credo che in questo caso l’eccezione possa essere giustificata dal…

1944, viaggio in Sicilia

Pagina99 in edicola questa settimana (2 gennaio 2016) pubblica un mio racconto. È un viaggio in Sicilia, nel 1944. Tra gli americani, i separatisti, i latifondisti, i morti di fame e la mafia: il viaggiatore era mio padre. Non aveva ancora trent’anni. Tornava nella sua isola per raccontarla e lo fece in un libro che è Febbre in Sicilia (1945). Sono tornato in Sicilia anche io con questo racconto del racconto di un viaggio. La storia s’intitola “Il mondo è un’arancia coi vermi dentro”. Se ci leggerete: buona lettura. [ In questo momento sono a Palermo. Dalla finestra vedo un vicolo: Ora…

Il post del desiderio

Ho pubblicato su Nazione Indiana un articolo per il Primo maggio. Dove torno a parlare dei viaggi in Molise di alcuni anni fa tra contadini, braccianti, ottuagenari, centenari – i testimoni; custodi di scioperi alla rovescia, occupazioni di feudi e latifondi, scaramucce coi fascisti -, e di quello che mi sta capitando di recente.

Un ragionamento di Andrea Cortellessa su «Stati di grazia»

La storia da districare è il titolo di una nota di lettura che Andrea Cortellessa dedica a Stati di grazia sul sito Galatea European Magazine (www.galatea.ch) «… Orecchio prosegue la propria ricerca, innalzandone impavido il grado di virtuosismo e, insieme, l’ambizione etica. Anche qui brilla la sua lingua – sensualmente aderente alle più minute vibrazioni corporee e affettive – e anche qui i singoli capitoli (cui si aggiunge un’appendice pseudo-erudita che orienta altresì il lettore, però, nella altrimenti labirintica struttura della narrazione) potrebbero leggersi come racconti a sé stanti, se invece una serie di snodi ed echi a distanza, di talora…

Massimo Onofri su Stati di grazia

Su Avvenire del 13 giugno 2014, Massimo Onofri recensisce Stati di grazia. «Quello di Davide Orecchio, con Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi 2012), fu uno degli esordi più belli e sorprendenti degli ultimi anni. (…) Potete capire, allora, con quale curiosità aspettavo il secondo libro, questo Stati di grazia. Ecco: che soluzioni avrebbe escogitato Orecchio per dare nuova forma al suo singolare, spurio, modo di raccontare? Che cosa ci avrebbe riservato la sua furiosa immaginazione epistemologica?» «Orecchio è la dimostrazione che la nostra narrativa più carica di futuro non vive della invecchiatissima dialettica, tutta linguistica, tra infrazione e tradizione,…