«Fairytale», il maestro Sokurov ha colpito ancora

Non sono un critico cinematografico né un colto cinefilo, quindi la farò breve. Con Fairytale. Una fiaba, il regista russo Aleksandr Sokurov ci ha donato una nuova opera d’arte di cui non sai se sottolineare più la bellezza estetica, l’originalità della visione o il ragionamento. È comunque un atto cinematografico che completa un’analisi più che ventennale su potere e storia, dittatura, totalitarismi. È insomma il sigillo di Moloch (su Hitler), Taurus (su Lenin) e Il Sole (su Hirohito).

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Qualche novità sul sito

Arrivano dei cambiamenti su questo sito che ha ormai quasi dodici anni e non sarebbe mai nato, se non fosse successo qualcosa che adesso non ho tempo di raccontare ma forse un giorno sì. Ho aggiornato la rassegna stampa di Storia aperta (con tanti bei pulsantini colorati che rimandano alle recensioni) e la pagina nel portfolio dedicata al romanzo. Ho eliminato il rullo del blog dalla home: adesso c’è solo il portfolio con le sue immagini, i gagliardetti, le medaglie.

Ma nel footer, e questo è stato divertente, ho ripreso gli ultimi post e la nuvola dei tag, che adoro anche se mi dicono che è passata di moda. Cioè io adoro tutto quello che è passato di moda.

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Il mese più veloce del West

Non riesco ad aggiornare seriamente il sito perché sono preso da lavoro impegnativo, oltre che – nel gennaio trascorso, volato – dal congresso Cgil, e da una piazza che si è andata riempiendo contro i porti chiusi (Roma, Montecitorio, 28/1). In assenza di parole metto le foto. Non indizi, prove.

Metto una targa in memoria di Giuseppe Di Vittorio (Bari, 23/1).

Metto una pagina classica di Primo Levi, da Il sistema periodico, sull’impurezza e l’antifascismo.

Metto una lettera inviata dal padre, un tempo bambino ebreo ungherese scampato al genocidio nazista, alla figlia, nel giorno della sua nascita libera in Svezia.  Un consiglio molto, molto saggio: mai commiserarsi (da Elisabeth Åsbrink, 1947).

Segnalo questa conversazione che ho avuto con la scrittrice tedesca Natascha Wodin a Plpl 2018, poi pubblicata su Nazione Indiana.