DeLillo, Antonioni

Ha una voce gutturale, liquida, roca. Racconta Deserto rosso di Antonioni. Dice i colori del film. Rosso, amaranto, rosa, viola, nero, grigio. Descrive persone, paesaggi. Le parole s’impastano nel catarro, sembrano fragili quando scorrono su per la fiala del collo. Nel crogiolo c’è un’ebollizione. I due antipodi sono il coagularsi e lo squagliarsi: delle parole. Ma riesce sempre. S’inceppa solo due volte. Prosegue. Il testo è una chimica. A volte dimentica la necessità del microfono. Ora siede, risponde alla domanda, scorda il microfono sulla coscia, tira su il microfono con un gesto geometrico, per parlare ti serve il microfono, lo…

«Hai sentito il terremoto»

In Italia 25mila persone, attraverso un sito web, descrivono terremoti. Compilano questionari. Alcune di loro rendicontano la paura, le sensazioni che hanno provato, l’intensità delle oscillazioni sismiche, gli effetti sulle case che abitano. I racconti si sedimentano in un archivio digitale che va oltre la sismologia, si fa memoria e fonte dei sismi. Pochi mesi fa, dopo una presentazione in una libreria, mi si accostò un signore e mi disse: «Sa, io sono un geologo, e insieme ad altri ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia mi occupo di un sito: Hai sentito il terremoto».   Gli chiesi di spiegarmi…

Le torte dei «Pranzi d’autore» prendono vita

Al Festival Un Fiume di Storie, mentre raccontavamo i Pranzi d’autore di mia madre, sono comparse alcune torte ispirate alle ricette del libro: la torta di frutta secca di Oblomov, la torta di mele dai Triangoli imperfetti di Edith Wharton, la torta tropicale da Il risveglio di Kate Chopin. L’ultima è la mia preferita. Il boccone sul tovagliolo di carta è per me. → Da un po’ di tempo pubblico sul blog le ricette tratte da un vecchio libro di mia madre. Chi vuol sapere perché lo sto facendo, può leggere qui.