Ma alla fine quanto è grande quel cranio?

Qui perplesso sul tragitto verso la mummia di Lenin. Dopo la schiera di tombe dei bolscevichi. Avendo visto fiori inauditi sulla cripta di Stalin. All’ingresso del mausoleo le guardie ci scortano nella discesa. Dove è il corpo imbalsamato è come sottoterra. Dai gradini si declina verso la dimora della conservazione. Transitando si deve aver freddo, si deve perdere lentamente la visibilità, dobbiamo inciampare. È così che si arriva nel posto che non è ancora il nostro. Nella camera del freddo e del buio

Un paese meraviglioso

Sabato scorso sono partito per Lecce, in automobile dal Lazio. Andavo a ritirare il premio della rivista “Gli asini”. Sono andato ad ascoltare Goffredo Fofi e, tra gli altri, gli storici Bruno Maida e Enzo Traverso, e a spiegare qualcosa di quello che scrivo. Nelle terre di Alessandro Leogrande, tra i suoi amici della rivista, che lo hanno spesso citato, evocato, commuovendosi, per tenerlo ancora presente nello spirito del lavoro, della ricerca, del cammino di un gruppo e di una comunità di persone

Alcune foto dai giri per l’Italia

In viaggio tra Venezia e Cornuda, Jesolo e Catania, Bologna e Roma e Perugia, Asiago, Cortina e ancora Venezia. Provando a parlare di «Mio padre la rivoluzione». Al fianco di scrittrici e scrittori che stimo, e di buon carattere, e di compagnia piacevole. Insomma: l’inopinato itinerario del Premio Campiello