Una presentazione romana di Storia aperta, il 22 settembre con Lisa Ginzburg

Piccola segnalazione, a chi possa interessare: giovedì 22 settembre, a Roma, presentiamo (ancora!) Storia aperta. Sarò felice di poterne parlare con Lisa Ginzburg, che ringrazio per avere accettato. Saremo ospiti della Libreria Equilibri. Prima presentazione di quartiere, in un giardino all’aperto, le spalle rivolte a Monte Mario e all’Osservatorio (molto sopra) e alla suggestiva e pericolosa via Panoramica (molto sotto). Sarà forse l’occasione per fare un bilancio del percorso del libro, a un anno dalla sua pubblicazione.

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Un Dio con l’Alzheimer

«… si rende conto che, se nessuno ricorda, allora tutto è possibile. Se nessuno ricorda diventa equivalente a Se Dio non esiste. Se Dio non esiste, dice Dostoevskij, allora tutto è possibile. Dio si rivelerà nient’altro che una grande memoria immagazzinata. Memoria dei peccati. Una nuvola con infiniti megabyte. Un Dio che dimentica, un Dio con l’Alzheimer ci esonererebbe da tutti i nostri obblighi. Senza memoria, nessun crimine».

Georgi Gospodinov, Cronorifugio, Voland 2021, pp. 71-72, traduzione di Giuseppe Dell’Agata.

“Storia aperta” finalista al Premio Bergamo

Storia aperta è stato selezionato nella cinquina del Premio Bergamo. Queste le motivazioni del comitato scientifico, composto da Andrea Cortellessa, Silvia De Laude, Angelo Guglielmi e Michele Mari:

Davide Orecchio fa i conti con la storia collettiva e con quella personale in Storia aperta (Bompiani 2021), un romanzo che chiude una parabola aperta dieci anni prima con il libro d’esordio, Città distrutte (2011), e proseguita con la raccolta Mio padre la rivoluzione (2017), già finalista al Premio Bergamo 2018. A segnare la continuità di questo percorso è la tecnica narrativa, che attinge ad archivi reali e fittizi per comporre un racconto che si muove in un terreno sospeso tra storia e fantasia; ma anche lo stile, estremamente figurato, ritmato, a tratti addirittura lirico; e soprattutto il soggetto, la vita di Pietro Migliorisi, alter ego del padre dell’autore, affacciatosi già nelle raccolte precedenti e ora raccontato con l’ampiezza di un grande romanzo storico e biografico. Seguendo le traiettorie impossibili di una biografia che talvolta si biforca, procedendo simultaneamente in direzioni contrapposte, questo romanzo racconta la storia di un’intera nazione, quella di un’Italia che è stata fascista e comunista, bellicista e pacifista, morale e immorale, pudica e sfacciata. Una storia che, per essere fedele fino in fondo, non può fare a meno di lasciare aperte le più aspre contraddizioni.

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