Lubiana

Il 22 ottobre sono stato ospite delle attività organizzate in Slovenia per la XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo. È stata l’occasione per tenere un intervento intitolato «Storie infedeli. Tradire il passato per raccontarlo». L’incontro è stato co-organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Dipartimento di Lingue Romanze (sezione di Italianistica) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Lubiana

Carlo Levi e il cielo di Roma

«Il cielo di Roma non è così alto come quello delle città del Nord, come quello grigio-azzurro di Parigi, che pare stendersi per infinite migliaia di leghe visibili in prospettiva sulle nostre teste, o come quello stranamente colorato di Londra, o quelli esotici e tempestosi d’America; ma è ricco, denso, popoloso, gremito di nubi barocche, pieno di curve mutevoli, appoggiato sulle case, sulle chiese e sui palazzi come una cupola fantastica che il vento fa girare e avvolgere, spaziando qua e là, seguendo bizzarro, come un cane che segue una pista, una sua aerea geometria, un suo mobile ritmo. […]…

Due cose in cui ho creduto e continuo a credere, vorrei segnare qui

«Almeno due cose in cui ho creduto lungo il mio cammino e continuo a credere, vorrei segnare qui. Una è la passione per una cultura globale, il rifiuto della incomunicabilità specialistica per tener viva un’immagine di cultura come un tratto unitario, di cui fa parte ogni aspetto del conoscere e del fare, e in cui i vari discorsi d’ogni specifica ricerca e produzione fanno parte di quel discorso generale che è la storia degli uomini, quale dobbiamo riuscire a padroneggiare e sviluppare in senso finalmente umano. (E la letteratura dovrebbe appunto stare in mezzo ai linguaggi diversi e tener viva…

Una pagina di Luca Canali

«Me il Partito mi aveva salvato, a vent’anni ero finito, tutto, corpo e anima, camminavo con il bastone, assetato, bucato dalle iniezioni, dopo aver fatto per semplice amore e amicizia anche il mezzano ai liberatori, procurato loro alcol e seniorine, fatto con loro il bagno nel fiume ascoltandoli con gioia chiamarmi Luk mentre nuotavo subito dopo il pranzo fra i muraglioni infuocati senza più le forze di un tempo, un affanno, una delusione di tutto poi. Cosa aveva portato la liberazione per me oltre al boogie-woogie e il gioco delle tre carte nelle strade? Il fascismo era crollato, in cui avevo…

Marmellata di lamponi e gelatina di lamponi (Lev Tolstoj, «Anna Karenina»)

«Per un secondo sentì che condivideva il sentimento di Agafija Michàilovna, e cioè la scontentezza perché si cuocevano i lamponi senz’acqua e in generale per l’influenza estranea scerbatskiana. Però sorrise e si avvicinò alla moglie». Così Lévin, in Anna Karenina, percepisce che fra l’amore (quello maiuscolo: cioè, con tutte le risposte possibili) e sua moglie Kitty Scerbàtskaja lo scarto appare anche in forma di acqua nella marmellata. Molti anni dopo, Viktor Sklovskij in Zoo o lettere non d’amore scrive che «si irritava Lévin…quando vedeva che in casa cuocevano la marmellata non secondo il suo metodo, ma secondo quello della famiglia…

Antonio Gramsci ritratto da Victor Serge

«Antonio Gramsci viveva a Vienna da emigrato laborioso e bohémien, tardi a letto la notte, tardi levato il mattino, militando con il Comitato illegale del PC d’Italia. Portava una testa pesante dalla fronte alta e larga, dalla bocca sottile, su un corpo gracile, quadrato di spalle e spezzato in avanti, da gobbo. Le sue mani gracili e fini avevano un fascino nel gestire. Inetto nel trantran dell’esistenza quotidiana, facile a perdersi la sera in strade che pure gli erano familiari, a prendere un tram per un altro, noncurante della comodità del giaciglio e della qualità del pasto, era intelligentemente di…