Ognuno avrebbe potuto diventare un altro

La biografia deve «rappresentare l’individuo nei rapporti col suo tempo, e mostrare dove il tutto gli si opponga, dove lo favorisca, come egli ne abbia tratto una visione del mondo e dell’umanità, e come, se è artista, poeta, letterato, lo rifletta a sua volta. Ma per questo occorre qualcosa di pressoché irraggiungibile, cioè che l’individuo conosca se stesso e il proprio secolo…

Non sembra ma sono a buon punto #2

Poco fa mi sono sorpreso a pensare: finora non hai potuto scrivere un rigo senza attingere alla storia, e alle memorie altrui, perché dovevi esporre epoche e luoghi (in quelle epoche) che non hai conosciuto. Ma più avanti, quando il tempo del racconto si farà più vicino, non avrai più bisogno di fonti per dire quel tempo, la città, gli esseri umani. Potrai sfruttare la tua stessa memoria.

Presente e passato, che fare

Pochi giorni fa, in uno splendido articolo su Avvenire, Lisa Ginzburg ha diagnosticato uno dei sintomi che mi paiono più flagranti in Mio padre la rivoluzione. Ossia il desiderio di infrangere le barriere che separano il presente dal passato. Per parlare con ieri e ascoltarlo, oppure per inviargli e riceverne lettere: «Tutto il libro è una riflessione sull’incomunicabilità tra le declinazioni del tempo: tra presente e passato, tra qualcuno che “prigioniero incapsulato nel presente” è invece al passato che si rivolge, con la passione di ricercatore che già pensa al futuro, che vorrebbe le cronologie stravolgerle così da sovvertire ogni…