Nascerà un altro Bob Dylan?

L’anno cinque del novecento nel porto sul Mar Nero di Odessa nacque un papavero nero, i suoi treti col sapore di odio, quando si scatena un’isteria di progrom antisemiti e Zigman Zimmerman decise che non ne può più, l’impero russo l’impoverisce e lo lincia, Zigman pensò primum vivere, s’imbarca su una nave, cerca rifugio in un nuovo paese, incontrò muri?, fili spinati?, forse, ma non così irresistibili, non così invalicabili da impedirgli di scendere negli Stati Uniti d’America, e Zimmerman emigra nella città di Duluth, e prese a lavorare come ambulante nel Minnesota, e riparava le scarpe, e creò una famiglia,…

Dylan Skyline

Per Nutrimenti Edizioni esce questo libro allevato da Filippo Tuena, e al quale partecipo con un mio racconto. Dodici scrittori italiani di generazioni diverse rendono omaggio a Bob Dylan; con l’aggiunta di una bonus track firmata dallo stesso Tuena. Gli autori: Luciano Funetta, Helena Janeczek, Janis Joyce, Tiziana Lo Porto, Francesca Matteoni, Davide Orecchio, Marco Rossari, Marco Rovelli, Alessandra Sarchi, Andrea Tarabbia, Giorgio van Straten, Alessandro Zaccuri. Dalle pagine affiorano cover, unplugged, live version, bootleg, alternate take. Il mio racconto è senz’altro un’alternate take.

Storia di una copertina (Frank Zappa, Neon Park)

Maurizio Ceccato, su Nazione Indiana, racconta la collaborazione tra Frank Zappa e Neon Park per la cover del disco Weasels Ripped My Flesh. «Il titolo viene da un articolo apparso nel 1956 su una rivista maschile, “Man’s Life”, che Zappa mostra a Park. La copertina raffigura un ragazzo che si trova a torso nudo in uno stagno d’acqua brulicante di donnole, tutte arrampicate su di lui mentre lo mordono e gli squarciano la pelle. Così Zappa disse: “Questo è quanto. Cosa si può fare peggio di così?”». Qui l’articolo integrale (un’incursione nella musica, le immagini e la grafica di quegli anni).