Due viaggi, due scrittori. al-Muqaddasi, Binyamin da Tudela

al-Muqaddasi Non c’è stata biblioteca di re che io non abbia frequentata, non opere di una data setta che non abbia sfogliate, non credenze di una gente che non abbia conosciute; non gente devota con cui non mi sia mescolato, non sacri oratori cui non abbia assistito, sì da venire a capo di quanto desideravo su questo argomento. Con trentasei diversi nomi sono stato chiamato e apostrofato: gerosolimitano, palestinese, egiziano, maghrebino, khorasanio, faqìh, sufi, santo, devoto, asceta, viaggiatore, cartolaio, ecc. ecc., per i diversi paesi in cui mi son fermato, e i diversi luoghi che ho visitato. Non c’è avventura…

Caro fratello, da alcune settimane sono arrivato a Città del Messico

E’ trascorso qualche mese e inizia l’inverno quando Kauder già convinto di non interessare più a nessuno e potersi ferire nel suo solipsismo riceve una lettera per mano di un viaggiatore di passaggio. Viene da Georg e le preferirebbe rogne o torture ma deve leggerla e lo fa con nausea: Ho ritrovato l’eleganza e l’unicità dei palazzi di Torino e Milano insieme alla raffinatezza dei quartieri parigini e berlinesi «Caro fratello, da alcune settimane sono arrivato a Città del Messico e già posso affermare che nessuna capitale europea è tanto bella. Se vedessi questi luoghi te ne innamoreresti quanto me;…

Un treno

Regionale Roma – Formia. Finestre abbassate. Tende blu che volano. Corsa a perdifiato. John Wayne. Ecco gli indiani. Gli indiani della pianura Pontina. Sono spietati. Una freccia infilza la mia vicina. I primi colpi di pistola. Ci difendiamo. Geronimo prova a fregarmi lo smartphone. Geronimo sgozza il controllore. Latina. Giù i cadaveri. Sale il medico ubriaco. Cauterizza le ferite col whisky. Carichiamo i fucili e gli smartphone. Il treno riparte. Il medico resta con noi e ride. Un’altra giornata folle nella vita del medico. Formia. Sano e salvo. Ma ho una freccia nel fianco. E si riparte. Formia – Roma….