Piccola visita ai luoghi di Roma occupata (1943-1944)

Ho fatto una piccola visita (incompleta e parziale) ai luoghi di Roma nell’occupazione nazista e nella Resistenza. Non tutti i luoghi. Quelli che ho potuto raggiungere e fotografare (altre foto le ho ricevute da amici). Il mio Virgilio è stata questa guida: Anthony Majanlahti e Amedeo Osti Guerrazzi, Roma occupata 1943-1944, il Saggiatore 2010; insieme ad altri testi che citerò di volta in volta. La visita è divisa in 25 tappe. Una più dolorosa dell’altra. Una più necessaria dell’altra. *** 1) La mattina del 19 luglio 1943 le bombe lanciate dall’aviazione americana riducono in macerie ampie parti del quartiere San…

Considerazioni sulla paura

«AVEVO PAURA, COME TUTTI. Ma cercai di rendermi conto di che natura fosse questo sentimento così istintivo, di dove esso scaturisse, come agiva, che cosa lo portava a scomparire d’un tratto così come d’un tratto era entrato in me. La guerra mi diede tutte le risposte che io cercavo. Mi insegnò che la paura è, a suo modo, una dottrina dell’esistenza, una disciplina da imparare. […] Poi occorre saper convivere con la paura per evitare di esserne dominati. Convivere significa vivere insieme senza darsi troppo impaccio reciproco, anzi con un certo grado di disinvoltura. Sarebbe disastroso lasciarsi signoreggiare dalla paura….

Perciò i morti ci appaiono solo in sogno

«Ma proprio in questo sta il vero e irrimediabile senso della morte: toglie ogni significato a quella domanda che sempre, d’istinto, ci facciamo di fronte a un evento che ci colpisce: “Che ne penserebbe lui, o lei? Come reagirebbe?” In realtà, lui, o lei, non soltanto non c’è più, ma non ha vissuto, visto e sperimentato tutto il tempo e la storia che separano la sua morte da noi, dall’oggi. I morti ignorano il loro futuro, che è il nostro passato e il nostro presente, non possono avere alcun pensiero e opinione su ciò che noi vediamo e sentiamo. Sono…

Quindi buon compleanno, U2

Non vi frequento da un po’, eppure siete famiglia. Se entro in un disco nuovo vostro riconosco le fattezze delle voci, delle chitarre nell’anamorfosi dei rumori moltiplicati, nel frastuono, nel beat ossessivo vostro contro la vecchiaia, contro la morte. Spunta una melodia stupenda, una voce nuda, come quel fiore tra la cenere e la lava. Poi di nuovo il frastuono. Poi mi perdo e torno nei vostri dischi di allora, a colui che io ero. Io ero vostro fratello minore. Posso dire che mi salvaste da un decennio di musica che pareva orribile e invece, anche grazie a voi, sarà…

Nascerà un altro Bob Dylan?

L’anno cinque del novecento nel porto sul Mar Nero di Odessa nacque un papavero nero, i suoi treti col sapore di odio, quando si scatena un’isteria di progrom antisemiti e Zingman Zimmerman decise che non ne può più, l’impero russo l’impoverisce e lo lincia, Zingman pensò primum vivere, s’imbarca su una nave, cerca rifugio in un nuovo paese, incontrò muri?, fili spinati?, forse, ma non così irresistibili, non così invalicabili da impedirgli di scendere negli Stati Uniti d’America, e Zimmerman emigra nella città di Duluth, e prese a lavorare come ambulante nel Minnesota, e riparava le scarpe, e creò una famiglia,…

Bauhaus

Ha quasi un secolo, il nonno materno mai conosciuto alla fine degli anni Venti la comprò sul modello Bauhaus per le sue natiche giovani, sode, per studiare, studiare, studiare ingegneria e laurearsi, fu ingegnere ferroviario trasmise la sedia alle due figlie per le natiche giovani loro, sode, per studiare, studiare, studiare una lettere e filosofia l’altra biologia e laurearsi, il nonno materno mai conosciuto morì su una via consolare in auto contro un pino, Barbalbero fermò la vita del nonno materno, la velocità dell’homo faber ingegnere uomo del treno volse all’epicedio, il legno del tergale è spesso un centimetro e…