Coloni, pionieri, libertari e socialisti. Infine: poliamorosi. Dal vasto repertorio dell’anarchismo ottocentesco riemerge una vecchia storia che vale la pena di tornare a raccontare: quella della colonia Cecilia, la «comunità agricola sperimentale» fondata dal veterinario e agronomo italiano Giovanni Rossi (1856-1943) in Brasile, in una regione dell’attuale stato del Paraná.
Ho pubblicato questo pezzo lo scorso 4 luglio su Nazione Indiana:
(…) Panopticon, un racconto di Michele Mari. Una fantasia sull’ideazione da parte del filosofo Jeremy Bentham del noto carcere a struttura circolare, dove un singolo custode può sorvegliare ciascun detenuto. La prima realizzazione di questa architettura della sorveglianza penitenziaria fu nell’isola pontina di Santo Stefano, Regno delle Due Sicilie, Basso Lazio, nel 1795. Ed è stato durante una visita a quel carcere borbonico che a Mari è venuta l’idea del racconto. Una breve indagine psicologica, si potrebbe dire, sulle motivazioni e pulsioni che avrebbero potuto animare l’ideatore del “carcere veditutto”.
Commovente questo album che mi hanno regalato a Vetralla gli alunni della 2B dell’istituto A. Molinaro di Montefiascone. Hanno lavorato in classe su Lettere a una fanciulla che non risponde, nell’ambito del Festival “Una piazzetta letteraria”, ed è nata una raccolta di “caviardage”. Grazie.
In principio c’era la violenza: lo spiegò Ernest Renan in un suo testo classico, Che cos’è una nazione? (1882), giustificandone tra le righe la necessità, e la necessità di rimuoverla. Scriveva lo storico francese: “L’oblio, e dirò persino l’errore storico, costituiscono un fattore essenziale nella creazione di una nazione, ed è per questo motivo che il progresso degli studi storici rappresenta spesso un pericolo per le nazionalità. La ricerca storica, infatti, riporta alla luce i fatti di violenza che hanno accompagnato l’origine di tutte le formazioni politiche, anche di quelle le cui conseguenze sono state benefiche: l’unità si realizza sempre in modo brutale”.
Éric Vuillard non è uno storico, è uno scrittore. Ma in questo suo Gli orfani. Una storia di Billy the Kid, romanzo fresco di stampa per E/O, fa esattamente questo, riporta alla luce la trama violenta che, sulla linea della frontiera americana, servì a costruire dal nulla uno Stato che sarebbe diventato presto un impero.