Matteo Marchesini recensisce Città distrutte sul Foglio

Matteo Marchesini recensisce il mio Città distrutte su Il Foglio:

«In tempi in cui si convive con un forte senso d`irrealtà, la letteratura si traveste da documento, e la storia s`interroga sul suo sostrato letterario. Dall’osmosi tra i due campi nascono reportage romanzati, montaggi di vecchie cronache, o magari parodie della storiografia classica, il cui stile secco e solenne viene impiegato, come in un libro di Giuseppe Pontiggia, per descrivere “vite di uomini non illustri”. A Pontiggia si pensa sfogliando Città distrutte. Sei biografie infedeli, i racconti dell’esordiente Davide Orecchio usciti ora per Gaffi. Ma qui il legame tra i personaggi e la Storia con la maiuscola è molto più stretto. Il suo stile somiglia a una frana, al gesto bulimico di chi divora il tempo perché ne è ossessionato, e a ogni nuova pagina fa scorrere la bobina sempre più in fretta, mimando l`inadeguatezza della scrittura davanti alla vita. Continua a leggere “Matteo Marchesini recensisce Città distrutte sul Foglio”

Il Paradiso degli orchi su Città distrutte

Il paradiso degli orchi
Alfredo Ronci, Davide Orecchio. Sei biografie infedeli

Malauguratamente è l’inganno la prima cosa a cui si pensa leggendo il libro. Cioè l’essere ingannati da una costruzione letteraria che ricorda altri. O forse solo uno: Roberto Bolaño. Ma chi ha buon occhio ha buon cuore (lasciatemelo credere). La chiave di lettura di Sei biografie infedeli è l’attesa: Davide Orecchio si distacca subito dal cileno e racconta con gagliarda precisione materia diversa dalla pseudobiblia o dalla mistificazione tipiche dell’autore di 2066. Dunque biografie, ma infedeli: nel senso che lo scrittore sente il bisogno di allontanarsi dalla verità non per puro gioco speculativo, ma crediamo per una sorta di autodifesa. Come non pensarlo leggendo la quarta (‘Episodi della vita di Pietro Migliorisi 1915-2001’), esaltante da un punto di vista strettamente narrativo e coinvolgente da un punto di vista sentimentale (quando la biografia fa a cazzotti con l’autobiografia?)? Queste sono storie dignitosamente politiche, che vogliono dare un senso al nostro esistere, ma spesso minate dalle disillusioni, dal mal de vivre, e dal dolore (dice Betta Rauch, ‘semplificando’ il titolo: Spesso dici che sono un rudere con un tono che mi fa impressione. Io spero di no. Certo, sono una città distrutta. Se Dio vuole, la storia è fatta di città distrutte e poi ricostruite.Continua a leggere “Il Paradiso degli orchi su Città distrutte”