Il denaro

«La storia è solo una sequela di pagamenti, quanto più esorbitanti tanto meglio. L’unica cosa che è cambiata è la forma del credito» (p. 69).

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«Il vuoto è la natura.

Ma come riempire eccessivamente il mondo? Il “pieno”, per definizione, non lo è mai “troppo”.

La risposta di Espina era il denaro e le sue quantità. Infatti, nulla può essere eccessivamente occupato, se non quando si tratta di oggetti concreti. L’eccesso è un epifenomeno del denaro, ed è dubbio che possa esserci eccesso se non ci sono immense e incommensurabili quantità di denaro» (p. 73).

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«Il denaro è sempre stato un elemento dissolvente. Ma la quantità stessa è dissolvente. La quantità di specie nel mondo dissolve la natura. La quantità della natura dissolve l’essere umano. Come potrebbe non essere un cataclisma la carta moneta, in cui la quantità è tutto ed è sempre sul punto di moltiplicarsi?» (pp. 156-157).

César Aira, Ema, la prigioniera, Bollati Borighieri, Torino 1991, traduzione di Angelo Morino.

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