Class action

Ho provato a guardare nel futuro dei lavoratori americani. Mica facile. In un pezzo su Rassegna. Il link è qui. La questione riguarda ovviamente l’era di Trump. Ma non solo. Il futuro potrebbe anche non essere Trump, ma resta nero. Tra leggi anti-sindacali che potrebbero fare il salto federale, provvedimenti contro gli immigrati, la maggioranza conservatrice alla Corte suprema. Resta la sensazione che, non appoggiando unitariamente Sanders, il mondo del lavoro americano abbia perso una grande occasione.

Essere liberi

«Essere liberi è più importante che acquistare potere, le ricchezze materiali non danno libertà, così come non favoriscono l’autonomia personale le buone relazioni con i poteri costituiti. Se si riesce a conservarsi liberi anche dopo i cinquant’anni, si può cominciare a contare su una certa quantità di fortuna come su un diritto garantito dalle proprie scelte». Saverio Tutino, L’occhio del barracuda, Feltrinelli 1995, p. 275.

Voto disgiunto

– La storia è su quanto accade visto da fuori, la memoria è su quanto accade visto da dentro. Ágnes Heller – Il problema dei racconti trockisti è che vengono più lunghi del previsto. L’altro mese ho scritto un racconto trockista, doveva essere di 20mila battute, ed è venuto di 60mila. Ieri ho finito un altro racconto trockista, doveva essere uno scherzo di 10mila battute, ed è venuto di 61mila. Credo dipenda dalla presunzione di permanenza, di essere permanenti e ininterrotte, che hanno direi ontologicamente un po’ tutte le cose trockiste (spazi inclusi). Nella ragione pratica o pragmatica questo consegue…

Nascerà un altro Bob Dylan?

L’anno cinque del novecento nel porto sul Mar Nero di Odessa nacque un papavero nero, i suoi treti col sapore di odio, quando si scatena un’isteria di progrom antisemiti e Zingman Zimmerman decise che non ne può più, l’impero russo l’impoverisce e lo lincia, Zingman pensò primum vivere, s’imbarca su una nave, cerca rifugio in un nuovo paese, incontrò muri?, fili spinati?, forse, ma non così irresistibili, non così invalicabili da impedirgli di scendere negli Stati Uniti d’America, e Zimmerman emigra nella città di Duluth, e prese a lavorare come ambulante nel Minnesota, e riparava le scarpe, e creò una famiglia,…

Una pagina di Luca Canali

«Me il Partito mi aveva salvato, a vent’anni ero finito, tutto, corpo e anima, camminavo con il bastone, assetato, bucato dalle iniezioni, dopo aver fatto per semplice amore e amicizia anche il mezzano ai liberatori, procurato loro alcol e seniorine, fatto con loro il bagno nel fiume ascoltandoli con gioia chiamarmi Luk mentre nuotavo subito dopo il pranzo fra i muraglioni infuocati senza più le forze di un tempo, un affanno, una delusione di tutto poi. Cosa aveva portato la liberazione per me oltre al boogie-woogie e il gioco delle tre carte nelle strade? Il fascismo era crollato, in cui avevo…

Morti rosse

«Ecco, proprio i fatti di Praga hanno certamente avuto un peso anche contro il fisico di Longo. Non c’è dubbio che i malori vengono quando vogliono, ma è scientificamente provato che il grande lavoro portato avanti per anni in condizioni aspre com’è sempre l’attività politica clandestina o no, in galera o sui sentieri partigiani, segna il fisico. Ma certe malattie, come quella che ha colpito Longo, sono anche determinate dagli stress dolorosi, dal dovere assumersi responsabilità fuori del comune ed è senza dubbio il caso di Longo. Rivedo Giuseppe Di Vittorio impallidire sul balcone […] Ricordo Ruggiero Grieco, una delle…