Nascerà un altro Bob Dylan?

L’anno cinque del novecento nel porto sul Mar Nero di Odessa nacque un papavero nero, i suoi treti col sapore di odio, quando si scatena un’isteria di pogrom antisemiti e Zigman Zimmerman decise che non ne può più, l’impero russo l’impoverisce e lo lincia, Zigman pensò primum vivere, s’imbarca su una nave, cerca rifugio in un nuovo paese, incontrò muri?, fili spinati?, forse, ma non così irresistibili, non così invalicabili da impedirgli di scendere negli Stati Uniti d’America, e Zimmerman emigra nella città di Duluth, e prese a lavorare come ambulante nel Minnesota, e riparava le scarpe, e creò una famiglia,…

Una pagina di Luca Canali

«Me il Partito mi aveva salvato, a vent’anni ero finito, tutto, corpo e anima, camminavo con il bastone, assetato, bucato dalle iniezioni, dopo aver fatto per semplice amore e amicizia anche il mezzano ai liberatori, procurato loro alcol e seniorine, fatto con loro il bagno nel fiume ascoltandoli con gioia chiamarmi Luk mentre nuotavo subito dopo il pranzo fra i muraglioni infuocati senza più le forze di un tempo, un affanno, una delusione di tutto poi. Cosa aveva portato la liberazione per me oltre al boogie-woogie e il gioco delle tre carte nelle strade? Il fascismo era crollato, in cui avevo…

Morti rosse

«Ecco, proprio i fatti di Praga hanno certamente avuto un peso anche contro il fisico di Longo. Non c’è dubbio che i malori vengono quando vogliono, ma è scientificamente provato che il grande lavoro portato avanti per anni in condizioni aspre com’è sempre l’attività politica clandestina o no, in galera o sui sentieri partigiani, segna il fisico. Ma certe malattie, come quella che ha colpito Longo, sono anche determinate dagli stress dolorosi, dal dovere assumersi responsabilità fuori del comune ed è senza dubbio il caso di Longo. Rivedo Giuseppe Di Vittorio impallidire sul balcone […] Ricordo Ruggiero Grieco, una delle…

Buon lavoro

Ho scoperto il valore del lavoro quando mia madre lo perse. La sua azienda chiuse. Prima di chiudere, l’azienda provò a salvarsi in molti modi. Uno fu organizzare una partita di calcio per raccogliere fondi. Allo stadio Flaminio. Parteciparono molti giocatori della Roma e della Lazio di allora. Vidi la partita in tribuna, come tutti i parenti di chi lavorava in quell’azienda. Ottenni un biglietto con gli autografi di Falcao, Pruzzo, Cerezo, Giordano, Laudrup. Ma Platini non c’era. Regalai gli autografi a un amico che tifava Roma. Ma l’azienda chiuse lo stesso. Mia madre andò in disoccupazione. Per non farsi…

Due pezzi su Parigi

Sugli attacchi a Parigi del 13/14 novembre segnalo due pezzi che non potrebbero essere più distanti e diversi. (I) Uno scrittore italiano (Giacomo Sartori), racconta la geografia e la sociologia di questi massacri, e ferma lo sguardo sui quartieri colpiti di Parigi, zone d’incontro e dialogo, zone di meticciato e apertura: Un tempio della “mixité” preso come bersaglio «Questi invece sono i quartieri della “mixité”, belli e vivi proprio per la gran mescola di culture e abitudini, e per la tolleranza che è dipinta su tante facce e si respira nell’aria. Direi che il Bataclan, con le svariatissime forme di musica…

Luciano Gallino

In 15 anni di lavoro sul lavoro, Luciano Gallino mi è capitato di leggerlo e intervistarlo molte volte. Spesso al telefono, registrando la sua voce bassa e riflessiva che mi arrivava dalla lontana Torino. Lavorare sul lavoro, in questi 15 anni, per me ha significato anche e soprattutto testimoniare dal mio piccolo osservatorio una dissipazione e disgregazione apparentemente inesorabili. Sono stati rari i giorni delle buone notizie. E sempre più buia la scena, non solo per colpa dei governi Berlusconi. In questo buio i libri e il pensiero di Gallino sono stati una luce saggia, ostinata e ribelle. Credo per…