Il Sole 24 Ore recensisce Città distrutte

La Domenica de Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2012
Michele De Mieri, Piccoli compendi di sconfitte

Un libro per niente usuale, poco parificato alle vigenti regole editoriali delle collane di narrativa, s’aggira quasi clandestino nelle librerie italiane, dopo aver atteso tre anni per trovare un editore. Arriva da un esordiente ultraquarantenne, uno storico di formazione che cesella «Sei biografie infedeli»: così recita il sottotitolo di Città distrutte, il libro – da leggere – scritto da Davide Orecchio per l`editore Gaffi e finalista al Mondello. È un genere ibrido quello che ha scelto Orecchio per queste sei storie, un riuscito intarsio di diari, biografie, foto e invenzione narrativa. Un calco di vite reali che diventa un tutt’uno sommandosi a quello di vite immaginate, in cinque casi su sei un reticolo di storie che si dipana nelle tragedie del secolo breve, un incontro tra le minute esigenze degli individui e l’avanzare impietoso di ideologie e Stati autoritari.

Ester Terracina, ragazza argentina d’origine italiana inabissata dentro la lista infinita dei desaparecidos; Eschilo Licursi, sindacalista molisano in lotta per la dignità dei contadini della sua terra che viene poi dimenticato dal suo partito; Valentin Rakar, regista sovietico esiliato a Roma dove vaneggia un impossibile ritorno alla sua terra e alla sua famiglia; Pietro Migliorisi, prima poeta littoriano poi giornalista, prima fascista entusiasta poi comunista, sempre entusiasta, infine montaliano per sempre; Retta Rauch, scrittrice e poeta che mai pubblicò un rigo, donna infelice in un’epoca di liberazione dei costumi; infine Kauder, diplomatico prussiano nella Roma d’inizio Ottocento, innamorato della decadenza capitolina più d’ogni altra cosa. Dietro, dentro questi personaggi s’insinuano frammenti d’esistenze reali, uomini e donne piegati dalla Storia; lettere, versi, riflessioni dove, prima di tutto, si fa esperienza della sconfitta, del dolore. È abile l’autore a seminare parole che cambiano di bocca ma che restituiscono un senso reale a una vita inventata, sorveglia il suo tragitto durante ognuno dei racconti, ci mette a parte del corpo a corpo spirituale che ognuna di queste esistenze generano in lui.

Con le carte dell`archivio coniugate all’invenzione, Orecchio fa migrare tratti e pensieri di Andrej Tarkovskij in Valentin Rakar, il pensiero e l’opera di Wilhelm von Humboldt nella vita di Kauder, e ancor meglio gli riesce l’operazione nelle altre quattro biografie manipolate, dove memorie di famiglia e pratica da bravo storico compiono un piccolo prodigio narrativo, sostenuto da una lingua sempre elaborata che a scarti improvvisi ci porta sull`abisso di cui hanno fatto esperienza le tipologie umane che Città distrutte ben illumina. Da germanista Orecchio sa che i suoi ritratti sono prossimi a quelli di Gli emigrati di W.G. Sebald, senza sfigurare.

L’ALLEGATO

Premio Zerilli-Marimò


Dalla pagina cultura di Repubblica, 31 luglio 2012

«Sono stati scelti i candidati al premio “Zerilli-Marimò City of Rome 2012”, che dal 1998 valorizza la letteratura italiana in America grazie alla collaborazione tra le istituzioni culturali di New York e la Casa delle Letterature di Roma. In corsa Marta Baiocchi (Cento micron, minimum fax); Chiara Gamberale (Le luci nelle case degli altri, Mondadori); Nicola Gardini (Le parole perdute di Amelia Lynd, Feltrinelli); Simone Lenzi (La generazione, Dalai); Marco Malvaldi (La carta più alta, Sellerio); Marco Missiroli (Il senso dell’elefante, Guanda); Davide Orecchio (Città distrutte, Gaffi); Walter Siti (Resistere non serve a niente, Rizzoli); Paola Soriga (Dove finisce Roma, Einaudi) e Pierpaolo Vettori (Le sorelle Soffici, Elliot). La cerimonia di premiazione si svolgerà a novembre a New York.»

L’Espresso, il libraio Rino De Martino consiglia Città distrutte

L’Espresso, 26 luglio 2012.
Il consiglio del libraio Rino De Martino (Libreria Treves, Napoli).

Il libro raccoglie “sei biografie infedeli”, coniugando ambientazioni e fatti veri con squarci di immaginazione. Le vite narrate si ambientano quasi tutte nel Novecento. Paradossalmente, la fantasia dell`autore valorizza i dati storici, creando dei personaggi ancora più veri del reale. Uno scrittore di talento, pubblicato da una piccola casa editrice. Dopo aver conquistato i giurati del Premio Mondello, il libro potrebbe raggiungere un ampio pubblico di lettori.

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