Un ragionamento di Andrea Cortellessa su «Stati di grazia»

La storia da districare è il titolo di una nota di lettura che Andrea Cortellessa dedica a Stati di grazia sul sito Galatea European Magazine (www.galatea.ch)

«… Orecchio prosegue la propria ricerca, innalzandone impavido il grado di virtuosismo e, insieme, l’ambizione etica. Anche qui brilla la sua lingua – sensualmente aderente alle più minute vibrazioni corporee e affettive – e anche qui i singoli capitoli (cui si aggiunge un’appendice pseudo-erudita che orienta altresì il lettore, però, nella altrimenti labirintica struttura della narrazione) potrebbero leggersi come racconti a sé stanti, se invece una serie di snodi ed echi a distanza, di talora persino ‘romanzesca’ capziosità, non legassero i destini dei tantissimi personaggi: in quello che, appunto, altro non è che un romanzo».

Dello stesso autore segnalo una “Stazione di posta” sul sito Premio Gorky, dedicata a Nanni Balestrini, Francesco Pecoraro e a Città distrutte:

«E, come in tanta altra non-fiction contemporanea, campo d’azione privilegiato di Orecchio – storico per formazione accademica ma, direi, soprattutto per “missione”: vocazione affettiva e tensione morale – è la storia del Novecento. Una storia “calda” di passioni viscerali: una storia “passata contropelo”, per dirla con Walter Benjamin, col soffermarsi di preferenza su figure di sconfitti, di preteriti, di sommersi. Una storia – lo accennavo all’inizio – che non è ancora, propriamente, del tutto storia: perché mantiene con chi scrive – e con noi che leggiamo – legami emotivamente troppo forti perché le si possa applicare il distacco che agli storici perterrebbe».

Una nota di Andrea Cortellessa su Città distrutte

Andrea Cortellessa pubblica una nota critica su Città distrutte, sul numero di gennaio-marzo 2014 del trimestrale svizzero Galatea. European magazine.

«Non necessariamente la non-fiction riduce lo spazio dell’invenzione sino a schiacciarlo. Il più sorprendente caso letterario del 2012 è il libro d’esordio di Davide Orecchio (Città distrutte. Sei biografie infedeli, Gaffi, pp. 239, € 15,50): cui il tam-tam ha procurato lettori entusiasti e premi importanti, sino a venire persino ristampato (caso più unico che raro, nel campo dell’odierna ricerca letteraria).»

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