Una metamorfosi di Stati di grazia

Francesca Perinelli, blogger/narratrice in stato di grazia, ha assorbito e tramutato il mio romanzo nella sua propria scrittura, su questa pagina (per me commovente) del blog iCalamari:

«Ho letto questo libro in metropolitana, in autobus, a tavola, in un giardino pubblico. Immersa nel rumore e in assoluto silenzio. Qualcosa, leggendo Stati di grazia, prende a vibrare dentro e lo fa sempre più forte. Ho dovuto interrompermi spesso, quando l’umanità di vite che potevano includere la mia è emersa, sempre, dalle vittime e pure dai carnefici, e la vibrazione è giunta in prossimità di scuotere anche il fisico».

IL PEZZO INTEGRALE SI TROVA QUI

Una segnalazione su Il Centro

Esce dalla penna dello scrittore romano Davide Orecchio una delle migliori novità narrative “made in Italy” attualmente presenti in libreria, che con “Stati di grazia” ci dona una storia monumentale, umanissima, assoluta, sostanziata da una prosa perfetta. Nella Sicilia viscerale degli anni ’50 il maestro di scuola Paride Sanchis vive una quotidianità soffocante, con una moglie ormai distante, una figlia impaurita dai continui sbalzi d’umore del padre, l’ennesimo allievo che abbandona la classe per lavorare al fianco dei genitori. Quando Bartolo, il suo bravo alunno silenzioso, muore schiacciato da una roccia in una zolfara, Paride crolla e disperato acquista un biglietto per Buenos Aires. Da quel momento inizia un’avventura ipnotica e visionaria, imperdibile.

Da Il Centro, Pescara, 14.3.2104.

Mail da un lettore #2

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Ho ricevuto questa mail da un lettore. L’ho ringraziato e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla, omettendo il suo nome:

«Buongiorno Davide,
le scrivo per confessarle una colpa: da lettore “vorace” (è una definzione che ha senso?) non avevo ancora letto niente di suo. Male. Oggi mi sono imbattuto nell’incipit del suo ultimo lavoro, Stati di Grazia. Pura folgorazione! E’ chiaro che adesso vado subito in libreria a cercarlo, così come cercherò il libro di debutto (e che è stato letto e premiato e quindi la mia colpa cresce). Che dire? Leggere incipit di questo tipo mi permette di creare nuove connessioni o rinforarne alcune vecchie. Leggerò avidamente il suo lavoro, con quella felicità e trepidazione che si hanno di fronte a cose belle. Spero di poerle scrivere presto per raccontarle come le sue storie abitano altri corpi. Grazie, un caro saluto».