Il perché delle biografie

Per molti lettori la poesia è il genere dell’adolescenza, il romanzo quello della giovinezza e la biografia è il genere della maturità. Un genere che esercita un fascino particolare per coloro che iniziano a sentire che la vita si fa seria, e che abbiamo bisogno di ordine e di consolazione in mezzo al rumore e alla furia di una vita che galoppa e ci sfugge. Si tratta di quegli anni alle spalle nei quali non c’è scampo al tempo, quando il passato, come diceva il poeta Ángel González, è così incerto e scoraggiante quanto il futuro per gli adolescenti.

Sopraggiunti i quaranta, il passato diventa un orizzonte aperto e incerto che è necessario ordinare, cui dare direzione e scopo, un significato che riscatti l’essere che siamo arrivati, inavvertitamente, ad essere. (…) Di questo anelito alla redenzione, all’ordine e al significato si alimentano la lettura vorace e la difficile scrittura di biografie.

Frammento da El porqué de las biografías, di Isabel Burdiel, pubblicato su El País, Babelia, il 19 agosto 2006.

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