La nuova identità internazionale dell’estrema destra

“La transnazionalizzazione dei partiti e dei movimenti sociali illiberali – esordisce Caiani – non è un fenomeno nuovo, ma è certamente in accelerazione nel 21esimo secolo, ed è sempre più evidente in Europa. Questi soggetti non sviluppano solo reti transnazionali, ma le loro idee si diffondono oltre i confini grazie a internet e alle piattaforme di social media. Attori anti-immigrazione e anti-gender si riuniscono in eventi a livello internazionale, favorendo la diffusione di strategie e cornici interpretative escludenti, e contribuendo all’apprendimento reciproco. Finora la ricerca si è concentrata su temi specifici (odio per i migranti e per i diritti gender, singoli partiti e movimenti). Ma a questo punto credo che la sfida sia un’altra”.

PROSEGUE SU COLLETTIVA.IT

Una Resistenza nel sottosuolo

“Autografo” dedica il suo ultimo numero, il 74, curato da Massimo Castoldi, al 25 aprile, alla memoria e scrittura della Resistenza. C’è anche un mio contributo con qualche ragionamento generale insieme a un punto sul concorso under 35 che ha promosso “Nazione Indiana” per celebrare l’80mo della Liberazione. Ringrazio i curatori di “Autografo” per avermi invitato a scrivere.

La violenza nell’era di Trump

Su Nazione Indiana, 26.1.2026 (Immagine di M. H. da Pixabay)

Molti hanno paragonato gli ‘squadroni’ di Trump alla Gestapo nazista o alle squadracce fasciste. Uso simile della violenza, analoga impunità paramilitare. I drappelli di agenti Ice che terrorizzano le comunità degli Stati Uniti, che rastrellano e uccidono al di là di qualsiasi controllo e autocontrollo, hanno una natura fascista, a me sembra innegabile, come è fascista l’impugnatura del presidente che li ha sguinzagliati. Ma ogni violenza politica ha la sua tradizione di riferimento. Per questo trovo molto convincente un ragionamento di Igiaba Scego. L’ha scritto su Instagram e lo riporto qui…