“Autografo” dedica il suo ultimo numero, il 74, curato da Massimo Castoldi, al 25 aprile, alla memoria e scrittura della Resistenza. C’è anche un mio contributo con qualche ragionamento generale insieme a un punto sul concorso under 35 che ha promosso “Nazione Indiana” per celebrare l’80mo della Liberazione. Ringrazio i curatori di “Autografo” per avermi invitato a scrivere.
Tag: Nazione Indiana
La violenza nell’era di Trump
Su Nazione Indiana, 26.1.2026 (Immagine di M. H. da Pixabay)
Molti hanno paragonato gli ‘squadroni’ di Trump alla Gestapo nazista o alle squadracce fasciste. Uso simile della violenza, analoga impunità paramilitare. I drappelli di agenti Ice che terrorizzano le comunità degli Stati Uniti, che rastrellano e uccidono al di là di qualsiasi controllo e autocontrollo, hanno una natura fascista, a me sembra innegabile, come è fascista l’impugnatura del presidente che li ha sguinzagliati. Ma ogni violenza politica ha la sua tradizione di riferimento. Per questo trovo molto convincente un ragionamento di Igiaba Scego. L’ha scritto su Instagram e lo riporto qui…
Resistenza, tempo, memoria: Oretta Bongarzoni 1995-2025
Ho pubblicato su Nazione Indiana un’inchiesta sul “sentimento” della Resistenza, e le sue celebrazioni, uscita nel 1970 su Paese Sera. Un’altra epoca. Quando parlare di guerra civile era ancora politicamente, e storiograficamente, un gesto reazionario. In piena esplosione di eventi planetari o locali che oggi sembrano ancora più lontani della stessa Resistenza: la conquista dello spazio, il Vietnam, il movimento studentesco e operaio dopo il ’68, l’esistenza di un partito comunista italiano. È un piccolo documento storico scaturito dal lavoro di una giovane giornalista, Oretta Bongarzoni che, per inciso, mi aveva messo al mondo da pochi mesi.
Pubblico questo suo articolo in una settimana sempre complessa per me che si apre col giorno della sua nascita (oggi, 3 novembre 1939) e si chiude col giorno della sua morte (9 novembre 1995). Sono quindi trent’anni esatti dalla morte di mia madre e qualcosa dovevo fare per ricordarla “pubblicamente”. Addiopiacendo tra un paio di mesi compirò gli anni che aveva mia madre quando morì, e inizierò a superare la sua ultima età. Non ha visto quasi nulla della mia vita e io non ho potuto accompagnare il prosieguo della sua. Avrei voluto vedere mia madre divertirsi molto più a lungo. Fu giornalista negli anni ’60-’80, in un ambiente professionale e in un tempo storico di dominio maschile. Faceva i turni di notte al giornale e una mia maestra la convocò pensando che fosse una prostituta. Per dire dei tempi. Era invece redattrice, breadwinner, capofamiglia. Oggi voglio ricordarla col rispetto che merita.
Il club del lettore
Diceva il saggio: “I refuse to join any club that would have me as a member”. Ma questo club di lettura ha un solo membro, e mi tocca accettarlo. È lui a dettare le regole riguardo la scelta dei libri dei quali brevemente e intempestivamente (una volta al mese… una volta all’anno…) parla; e non è detto che siano freschi di stampa.
