Il processo Condor a Roma

Venerdì 11 ottobre si tiene a Roma l’udienza preliminare del processo Condor. Il Piano Condor è l’accordo di cooperazione poliziesca tra le dittature sudamericane per la repressione delle libertà civili e politiche in America Latina. Un’operazione terroristica internazionale (dal terrorismo di Stato al terrorismo sovranazionale) che coinvolse sette paesi sudamericani negli anni ’70. Una centrale di regia tra i regimi di Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Perù e Uruguay gestiva la repressione politica e sociale e coordinava i sequestri di persona, la tortura, l’omicidio degli oppositori alle dittature.

Il processo italiano è l’esito di oltre dieci anni di indagini condotte dal procuratore aggiunto della Repubblica Giancarlo Capaldo. La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di 35 imputati: due cittadini boliviani, 12 cileni, 4 peruviani e 17 uruguaiani per il loro coinvolgimento nell’omicidio di 23 cittadini italiani tra il 1973 e il 1978. L’appuntamento è al Tribunale di Roma, piazzale Clodio, per un’altra tappa nella battaglia di verità e giustizia.

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Un ragazzo somalo

Un milione d’anni fa ecco Mohamed. Fuggiva da Mogadiscio per salvarsi la vita. Lo rinchiudevano cinque mesi a Ganfuda prigione libica di Bengasi e «il direttore della prigione si chiama Ibrahim, lui ha deciso che se vuoi essere libero devi pagare denaro». Mescolava la scabbia, le zecche, i soldi, la libertà, confezionava la vela, costruiva la zattera e «c’è questa grande nave» e «noi eravamo 260» e «qualcosa del genere» e «troppa gente». Ma: Portopalo. Ma: un’ascesa. Verticale. Verso Perugia. Cammino nel sacrosanto diritto del profugo a vivere. Fabrizio Ricci raccolse la storia nel video. Mohamed raccontò, mostrò, spiegò. Era infermiere. A Mogadiscio. Disse del viaggio. Disse: «Come animali». Oggi è uomo, nel suo diritto, infermiere, lavora da noi, in una clinica, «non posso lamentarmi», spiega, «di come vanno le cose». La famiglia è venuta a trovarlo. La famiglia è tornata in Somalia. Nel video, un milione di anni fa, aveva lo sguardo scottato. Diceva (a Fabrizio, grazie a Fabrizio): «Fate qualcosa». «Fate qualcosa di diverso». Diceva: «Non respingeteci». «Come animali».