Zuppa di mais (João Guimarães Rosa, «Corpo di ballo»)

La vita nel sertão brasiliano, che è il vero protagonista dei romanzi e dei racconti di Guimarães Rosa, è povera e rigidamente sottomessa al caos del destino. Il luogo in cui vive Miguilim (protagonista del racconto omonimo) con il padre, la madre, i fratelli e la nonna, è sperduto in un avvallamento fra gli altipiani. Un luogo di siccità e di piogge che durano mesi («Ahi, che posto triste», esclama spesso la madre).

Certo, è sottilissimo il confine che separa la vita della natura da quella degli uomini: i pavimenti sono uguali ai sentieri, i tetti uguali al fogliame degli alberi; e per un taglio al piede, Dito, il fratello di Miguilim, muore di tetano. Miguilim non vede bene e, grazie al dottor José Lourenzo, scopre il miracolo degli occhiali. Ma sarà durissimo seguire poi il dottore in città, per andare un po’ a scuola e imparare un mestiere.

La mamma mette nella borsa di Miguilim gallina con la farofa, per nutrirsi durante il viaggio; e biscotti croccanti. Ma la farofa non sarà buona come quella mangiata tante altre volte; o come quella di cui parlava il bovaro Jé. Né vi sarà, in città, la zuppa di Siarlinda. «Siarlinda era molto buona, fece granturco bollito con latte e formaggio, per Miguilim. Il bovaro Jé verso sera passò di lì, mangiò anche lui granturco col latte».

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ZUPPA DI MAIS, Brasile 1950.
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Ingredienti
6 pannocchie di mais (o una scatola da un chilo)
mezzo litro di brodo
mezzo litro di latte
50 grammi di burro
un cucchiaio di fecola
sale, pepe
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Bollire le pannocchie, sgranare e tritare il mais, unire il latte e passare il tutto. Sciogliere questo amalgama nel brodo e cuocere per 15 minuti. Aggiungere il burro mescolato con la fecola. Condire con sale e pepe, far cuocere ancora per 5-10 minuti, fino a quando il potage è diventato cremoso.

(Da Oretta Bongarzoni, Pranzi d’autore, Editori Riuniti 1994, pp. 56-58).
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Miguilim è pubblicato in Italia da Feltrinelli.