Il nuovo cantiere

Mi sa che devo iniziare a scrivere.

Mi sa, anche, che ho finalmente capito il mio metodo di lavoro. Io mi sommergo sotto una montagna di materiali, libri, documenti, file. Una volta che l’ultima pietra è stata posta, e sono ben sepolto nella caverna di questo massiccio, inizio a cercare una via per uscirne, per tornare a respirare, e scavo labirinti in forma di scalette e architetture narrative.

Tutto questo non ha alcun senso, considerati lo stato di salute e gli interessi dell’editoria contemporanea.

Probabilmente non ha senso nemmeno per me. Farei meglio a bere Margarita sul bordo di una piscina.

Questa volta ho pure esagerato: oltre 200 libri letti, 323 file di appunti, 13 ipotesi diverse di architettura narrativa, 33 file di materiali e scalette organizzati per altrettanti capitoli. Per fortuna: 1 solo progetto operativo.

Con queste premesse, sarà il mio libro migliore o il mio più grande fiasco. Vada come vada, alla fine della traversata mi premierò con un Margarita.