
Bologna, Libreria Modo Infoshop, 29 marzo 2014, Andrea Tarabbia presenta Stati di grazia.
Diego Wilchen

Il cucciolo già mostra l’infrangibile Wilchen. Otterrà, per spezzarlo, amore e, per deluderlo, seguito. Nelle sue parole bellezza. Carisma persino sui denti e le labbra, e dai contorni degli occhi. Dilapidare carisma. Sperperare traguardi. Fiondare orizzonti nel bosco come si perde una palla da golf. Smarrire destini politici, la rivoluzione del noi, come l’abito che l’adolescente trascura. La trasandatezza del germoglio. Il rampollo che cresce spietato. La noncuranza per quel che resta in tasca. L’imperativo di procedere, agire, convincere, decidere.
(Stati di grazia, il Saggiatore 2014, Diego Wilchen non più, p. 103).
Giovanni Dozzini, su Europa, parla di Stati di grazia

«Stati di grazia (il Saggiatore), il romanzo che arriva a due anni di distanza dai racconti acclamati di Città distrutte, è tra gli esempi di narrativa più ambiziosi apparsi in Italia negli ultimi anni. E quest’ambizione si risolve in un risultato realmente straordinario. Orecchio ha scritto un grande libro, che sarà da subito un riferimento.»
Frederika Randall, su Internazionale, recensisce Stati di grazia

«Davide Orecchio si rivela tra gli scrittori italiani più originali. (…) Una storia che chi legge deve comporre usando granelli di memoria e testimonianze sparsi nel romanzo.»
(Internazionale, 1043 – 21/27 marzo 2014, p.80).
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