La nuova edizione di Città distrutte

Tutti i libri hanno una storia. E Città distrutte, nel suo piccolo, non fa eccezione.
Il Saggiatore ne pubblica una nuova edizione, con una bellissima postfazione di Goffredo Fofi. E’ il mio primo libro di narrativa. Una raccolta di racconti uscita la prima volta nel 2012.
La nuova edizione apporta poche modifiche, qualche refuso corretto, un nome proprio che cambia. Ho preferito lasciare il testo originale, senza cedere a smanie di riscrittura.

Andrea Carraro, sul Messaggero, recensisce Stati di grazia

«Il primo libro di Davide Orecchio – Città distrutte (Gaffi, 2012) – uno dei migliori esordi narrativi degli ultimi anni, vincitore di numerosi premi fra cui il Mondello, il Volponi e il Napoli – raccoglieva delle “biografie inventate”, o meglio delle “biografie contraffatte” di personaggi minori in momenti tragici della storia del Novecento (fascismo, comunismo, campagna d’Etiopia, resistenza, guerra fredda, dittature sudamericane). In questo secondo libro – Stati di grazia (il Saggiatore) – l’autore continua a muoversi in quel solco ma al servizio di un progetto più ambizioso: intrecciare vari frammenti biografici in un congegno romanzesco per restituire un ritratto…

Andrea Carraro su Città distrutte

Conquiste del lavoro, 14/15 luglio 2012. Andrea Carraro, La violenza della storia Città distrutte, è il romanzo d’esordio di Davide Orecchio: i suoi personaggi appaiono tutti segnati da una ferita insanabile. “Città distrutte – Sei biografie infedeli” (Gaffi) di Davide Orecchio è davvero l’esordio-rivelazione dell’anno e lo dimostrano le bellissime recensioni che ha avuto (Giglioli, Marchesini, Guglielmi ecc.) e i premi che ha vinto (a tutt’oggi Mondello, Napoli, Volponi). E’ un libro importante e necessario perché ha una lingua pulitissima, priva di smagliature, severa, a suo modo già classica. E’ necessario perché Orecchio con questo libro ha inventato un genere, e…