Una Resistenza nel sottosuolo

“Autografo” dedica il suo ultimo numero, il 74, curato da Massimo Castoldi, al 25 aprile, alla memoria e scrittura della Resistenza. C’è anche un mio contributo con qualche ragionamento generale insieme a un punto sul concorso under 35 che ha promosso “Nazione Indiana” per celebrare l’80mo della Liberazione. Ringrazio i curatori di “Autografo” per avermi invitato a scrivere.

Resistenza, tempo, memoria: Oretta Bongarzoni 1995-2025

Ho pubblicato su Nazione Indiana un’inchiesta sul “sentimento” della Resistenza, e le sue celebrazioni, uscita nel 1970 su Paese Sera. Un’altra epoca. Quando parlare di guerra civile era ancora politicamente, e storiograficamente, un gesto reazionario. In piena esplosione di eventi planetari o locali che oggi sembrano ancora più lontani della stessa Resistenza: la conquista dello spazio, il Vietnam, il movimento studentesco e operaio dopo il ’68, l’esistenza di un partito comunista italiano. È un piccolo documento storico scaturito dal lavoro di una giovane giornalista, Oretta Bongarzoni che, per inciso, mi aveva messo al mondo da pochi mesi.

Pubblico questo suo articolo in una settimana sempre complessa per me che si apre col giorno della sua nascita (oggi, 3 novembre 1939) e si chiude col giorno della sua morte (9 novembre 1995). Sono quindi trent’anni esatti dalla morte di mia madre e qualcosa dovevo fare per ricordarla “pubblicamente”. Addiopiacendo tra un paio di mesi compirò gli anni che aveva mia madre quando morì, e inizierò a superare la sua ultima età. Non ha visto quasi nulla della mia vita e io non ho potuto accompagnare il prosieguo della sua. Avrei voluto vedere mia madre divertirsi molto più a lungo. Fu giornalista negli anni ’60-’80, in un ambiente professionale e in un tempo storico di dominio maschile. Faceva i turni di notte al giornale e una mia maestra la convocò pensando che fosse una prostituta. Per dire dei tempi. Era invece redattrice, breadwinner, capofamiglia. Oggi voglio ricordarla col rispetto che merita.

Un programma su Braudel

Per me (imho, si sarebbe scritto in un’altra epoca) tirare fuori una serie radiofonica su Fernand Braudel, di questi tempi, è un’idea non solo geniale ma molto utile. Lo sta facendo RadioTre su Pantheon, con una serie in quattro puntate (o podcast) ideata dalla Sisem – Società Italiana per la Storia dell’età moderna e curata dalla Commissione Comunicazione coordinata dalla storica Lisa Roscioni, che conduce anche in studio. Le puntate si ascoltano ogni domenica, dal 21 settembre, dalle 18.00 alle 18.30, e si riascoltano al link.

Questo pezzo prosegue su Nazione Indiana.

Per Goffredo Fofi

È morto oggi a Roma Goffredo Fofi. Aveva 88 anni. Era ricoverato all’Ospedale Cavalieri di Malta dal 25 giugno, in seguito alla frattura di un femore. La notizia della sua morte è la prima che mi è apparsa questa mattina sul cellulare appena aperto, in un post su Instagram di Alessandro Raveggi: se servono spesso a distrarci, gli strumenti della vita digitale hanno però una loro intima, algoritmica consapevolezza che non nasconde le cose importanti.

La morte di Goffredo Fofi è una cosa importante perché importante è stata la sua vita...

PROSEGUE SU NAZIONE INDIANA