Città distrutte cinque anni dopo

A quasi cinque anni dalla sua uscita, Città distrutte suscita ancora qualche riflessione. A cominciare da quelle di Riccardo Castellana che, in un saggio notevole su La biofiction. Teoria, storia, problemi, pubblicato su «Allegoria», 70-71, osserva: «Per Città distrutte, a rigore, non dovrei parlare di biofiction, perché nessuno dei personaggi di queste sei biografie infedeli porta il nome di una persona reale: è assente cioè il nome proprio come “designatore rigido”, direbbero i filosofi del linguaggio, capace di assicurare il legame tra la persona reale e la sua “controparte” finzionale. Eppure, credo che in questo caso l’eccezione possa essere giustificata dal…

Stati di grazia, una bella recensione di Marco Mongelli su Allegoria

La rivista Allegoria  pubblica una bella, lucida, esattissima (mi sembra) e inattesa (visto che è passato già molto tempo dall’uscita del romanzo) recensione di Stati di grazia, firmata da Marco Mongelli: «Stati di grazia, opera seconda di Davide Orecchio, reca sulla copertina la dicitura “romanzo”, sicuramente in virtù del carattere onnivoro della categoria ma forse anche perché un’espressione più precisa per descrivere un libro del genere ancora non c’è. Quest’opera, infatti, fra le più importanti dell’ultimo decennio italiano, presenta una struttura narrativa complessa e una mescolanza di regimi discorsivi differenti. Se il precedente Città distrutte. Sei biografie infedeli (2012) mimava la biografia, Stati di grazia vuole essere…