Le montagne russe

E’ stata la settimana dell’ottovolante per Mio padre la rivoluzione e il mio lavoro. La prima giostra del Luna Park si chiama Tre racconti, un sito dedicato a storie brevi e voci nuove dove Simone Giulitti ha recensito MPLR con queste parole: «La commistione tra storia e letteratura è (…) la cifra stilistica che contraddistingue Davide Orecchio. Una volta aperto il libro non ci troviamo davanti a “semplici” storie di fantasia, non solo, ma prendendo le mosse da personaggi storici realmente esistiti e fatti realmente avvenuti Orecchio inizia il suo percorso, che lo porta a esplorare con l’occhio del narratore…

Marco Mongelli (La Balena Bianca) su Mio padre la rivoluzione

Su La Balena Bianca Marco Mongelli recensisce in uno splendido pezzo Mio padre la rivoluzione. Qui l’incipit: Mio padre la rivoluzione, opera terza di Davide Orecchio appena uscita per minimum fax, è un libro strabiliante, che conferma il talento dello scrittore e lo colloca definitivamente tra i migliori scrittori contemporanei, non solo italiani. Continuando un percorso sulla narrazione storico-biografica cominciato con Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi, 2012) e proseguito con Stati di grazia (Il Saggiatore, 2014), Mio padre la rivoluzione allarga i confini del narrabile e radicalizza l’intento – poetico ed estetico – originario: l’esplorazione della Storia e dei suoi…

Città distrutte cinque anni dopo

A quasi cinque anni dalla sua uscita, Città distrutte suscita ancora qualche riflessione. A cominciare da quelle di Riccardo Castellana che, in un saggio notevole su La biofiction. Teoria, storia, problemi, pubblicato su «Allegoria», 70-71, osserva: «Per Città distrutte, a rigore, non dovrei parlare di biofiction, perché nessuno dei personaggi di queste sei biografie infedeli porta il nome di una persona reale: è assente cioè il nome proprio come “designatore rigido”, direbbero i filosofi del linguaggio, capace di assicurare il legame tra la persona reale e la sua “controparte” finzionale. Eppure, credo che in questo caso l’eccezione possa essere giustificata dal…

Stati di grazia, una bella recensione di Marco Mongelli su Allegoria

La rivista Allegoria  pubblica una bella, lucida, esattissima (mi sembra) e inattesa (visto che è passato già molto tempo dall’uscita del romanzo) recensione di Stati di grazia, firmata da Marco Mongelli: «Stati di grazia, opera seconda di Davide Orecchio, reca sulla copertina la dicitura “romanzo”, sicuramente in virtù del carattere onnivoro della categoria ma forse anche perché un’espressione più precisa per descrivere un libro del genere ancora non c’è. Quest’opera, infatti, fra le più importanti dell’ultimo decennio italiano, presenta una struttura narrativa complessa e una mescolanza di regimi discorsivi differenti. Se il precedente Città distrutte. Sei biografie infedeli (2012) mimava la biografia, Stati di grazia vuole essere…