Daniil Charms in 35 righe

Ottant’anni fa, anno più anno meno, per le strade di Leningrado si aggirava un poeta ma anche uno scrittore ma anche uno scrittore per bambini che aveva deciso di incarnare il nonsense e non solo d’immaginarlo. Vestiva da gentleman inglese e usava nomi diversi. Scriveva aforismi e brani brevi dove i personaggi avvistavano sfere geometriche e si picchiavano, si picchiavano, si picchiavano. Scriveva dialoghi tra Gogol e Puškin e né il poeta né il romanziere, in quei dialoghi, sembravano volersi bene. Citava i futuristi e amava le attrici. Una mattina d’agosto del 1941 l’Nkvd se lo portò via e lui, per…