La signora Lucia

L’otto marzo, durante la trasmissione Il libro del giorno a Fahrenheit Radio3, abbiamo parlato di Città distrutte. Sei biografie infedeli insieme al conduttore Tommasio Giartosio. Qui il link al podcast audio della trasmissione [dura circa 15 minuti, e bisogna installare Real Player :-( ].

Nel podcast, però, non c’è la signora Lucia, che ha partecipato al gioco della trasmissione e l’ha vinto, indovinando la parola segreta. La parola era “solitarie”, e riguardava certe passeggiate anche “notturne”, anche “pomeridiane” e “solinghe” compiute da Kauder tra le rovine del Foro romano. Lucia è stata brava e ha vinto una copia autografata del mio libro. Spero proprio che le piaccia. E incrocio le dita.

Ultimo incontro con Patrice Vuillarde, vero ispiratore delle biografie infedeli

Senza Patrice Vuillarde (1920-2007) non avrei mai scritto Città distrutte. Me ne suggerì l’idea molti anni fa, poco prima di morire, durante il suo ultimo soggiorno romano e al termine di un seminario che tenne col solo equilibrismo (e la forza) della mente, lasciando che l’uditorio intuisse parole che le sue labbra essiccate appena esalavano e cogliesse lampi d’ironia negli occhi che il filosofo francese proteggeva sotto le palpebre testudinate.

Durante una pausa catturai la sua attenzione. Non ricordo l’innesco del nostro colloquio, secondario come ogni stratagemma. Ma il tema sì. Parlammo della vita e del modo per rappresentarla. Gli esposi un mio progetto di compendio biografico insieme ai dubbi che gli stavano appesi come alghe alla chiglia. La replica di Vuillarde si calò dal tetto di un sussurro e gli sopravvive in un appunto, ora che lui è ossa in una prigione di terra:

 «Ogni vita merita di essere raccontata, ma porta con sé un garbuglio di fascino e prosaicità dove l’avvincente è annodato al prolisso e districarli è impossibile. Eppure un biografo ha il dovere di esporre cause ed effetti senza trascurare alcun innesco e non un solo strascico. Così le opere si dimostrano scientifiche. Ma è altrettanto certa l’apparizione di pagine noiose. L’autore non potrà sottrarsi a parentesi prive di dramma e buone solo per gli sbadigli. Quello che ho descritto non deve interessarti. Scansa l’ostacolo. Racconta ibridi. Se vuoi mostrare la verità, illustra menzogne».

Il saggio Vuillarde consigliava usurpatori, furti, vicende prese in prestito. Avrebbero messo al mondo figli, scritto libri, pianto morti. Ma il loro destino era di restare falsi – suggeriva il filosofo –, ombre staccate dai corpi di uomini e donne che avevano vissuto davvero, mica per scherzo; e di giocare, scappare, deformarli.

Gli chiesi: «Professore, un calco è diverso dalla sua matrice?».

Rispose: «Molto e poco, dipende. Nel caso del tuo lavoro, sì».

R.I.P.

Città distrutte a Fahrenheit Radio3 e Libri Come

La prossima settimana si pedala. Spero decorosamente e dignitosamente (e quando scrivo “spero” già tocco ferro). Il 7 marzo a Roma, libreria Feltrinelli a via del Babuino 39-40, ore 18, presento Città distrutte. Sei biografie infedeli insieme a: Raffaele Manica (critico letterario e membro del Comitato scientifico di Gaffi editore), Miguel Gotor (storico), Paolo Di Paolo (scrittore e critico letterario).

Giovedì 8 marzo, a partire dalle 17.30, parlerò del libro alla trasmissione culturale Fahrenheit, in diretta dai microfoni di RAI Radio3 [qui il podcast della trasmissione, 8.3.2012].

L’ultimo appuntamento è sabato 10 marzo, ore 13:00, Libri Come – Festa del Libro e della Letteratura, Auditorium Parco della Musica di Roma. Nello spazio GARAGE OFFICINA 2, presento ancora il libro insieme ad Andrea Di Consoli (scrittore e critico letterario) e Arnaldo Colasanti (scrittore e critico letterario).