Se vogliamo bene alla madre e c’interessa che dorma la notte

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Se vogliamo bene alla madre e c’interessa che dorma la notte, meglio non dirle come sua figlia tagli come un kiwi maturo piazza M., quando entra da Oslavia sul motorino che nella sua mente forse è un insetto volante che ha linee rette che nessuno spezza. L’insetto si salva. Ma la figlia davvero pensa che nessuno possa rompere le geometrie che compone nel tagliare piazza M. entrando da Oslavia, quando lei cerca la via più breve? La figlia non vuole o non può o non sa guardare noi che la scansiamo? (rallentiamo, freniamo).

Anche noi possiamo spezzare o lasciarci spezzare.

Meglio non dire alla madre. Della figlia. Dell’insetto cartesiano che è diventata sua figlia. Ma se non vogliamo bene alla madre, perché non raccontarle di questa fanciulla che taglia piazza M. come una pesca di pasta sfarinata e gialla, dedita solo a incidere il frutto che è la piazza ed è il tempo (da spezzare, la pesca). Questa fanciulla così innocente da non sapere, ora che guida, che anche lei può essere spezzata e tagliata: sussurriamola alla madre, domani, se non vogliamo bene alla madre, se c’interessa che la madre non dorma più.

→ Roma eiacula macchine che per le strade di Roma ingravidano Roma di figli malati.

Interno, esterno

Interno
L’altra notte, poco dopo l’ora che è adesso, mi sono svegliato e ho visto un ragno bianco che saliva verso il soffitto sulla sua tela. Era bianco nel buio come in un negativo di fotografia su pellicola. Poi ho acceso la luce e non l’ho più trovato. Qui mi suggeriscono che sognavo. Ma tenevo gli occhi aperti. Lo guardavo. Una creatura di fili di neve. E sapeva il fatto suo. Aveva il gesto inconfondibile della realtà. Molto preciso e volitivo. Non aveva nulla a che fare con me. Mica mi apparteneva. Se i sogni avessero quest’autodeterminazione, saremmo tutti matti da legare. Non poteva essere un sogno, dài

Esterno
Su Viale X strepitoso sorpasso a destra a velocità da Tangenziale ≥ 80 km/h di un non-paterno in Honda™ SH 200³ Rolex™ Gmt al polso cuffie bianche iPhone™ che sbucano dalla giacca destrutturata occhiali da sole. Poi inchioda alla piazza davanti alle strisce. E’ fortunato che gli funzionano i freni. Attraversa una scolaresca di bimbi con la maestra. Se non gli funzionavano i freni il non-paterno investiva la scolaresca tutta. E la maestra. Cui all’improvviso lui grida ad altissima voce, scherzoso e burlesco: “Maestra! Maestra! Faccia attenzione con questi bimbi!”. Poi si rivolge a una fanciullina in mezzo alle strisce che attraversa coi compagnucci: “Amore™! Ci sei anche tu!”. La bambina però non risponde al non-paterno suo padre. Oppure la risposta è un silenzio. Non ho visto sorrisi fanciulleschi ma potrei sbagliarmi. Boh.