Una recensione/intervista su Città distrutte

Oggi TerraNullius si occupa di Città distrutte. Lo fa ospitando una bella recensione “autobiografica” e partecipata di Luciano Funetta, che inizia così: «Gli antichi greci avevano un’usanza ammirevole: per coloro che morivano bruciati, inghiottiti dal cratere del vulcano, sepolti sotto una colata lavica, per chi veniva sbranato da bestie feroci o divorato dai pescecani, o le cui membra finivano sparpagliate nei deserti, in patria venivano eretti i cosiddetti «cenotafi», tombe vuote, perché il corpo è fuoco, acqua o terra, mentre l’anima è l’Alfa e l’Omega, a essa va eretto un santuario». (Danilo Kiš, Una tomba per Boris Davidovič, Adelphi 2005)