La cassaforte del fascismo

Estratto dal diario di D.O., Londra, 25 settembre 1925

“Arriva da Parigi, mittente anonimo (ma è Tirsi di sicuro) e staffetta elusiva, l’elenco completo dei finanziatori del fascismo dal 1921 al marzo di quest’anno. Ci sono tutti i nomi: industriali, agrari, massoni, aziende pubbliche e private, bottegai, conti, principi, avvocati, notai, cantieri navali, cartiere, geometri e cavalieri, concerie e saponerie, bottonifici, editori, armatori.

Accanto a ogni nome le lire versate. Trascrivo a caso: Acquedotto di Palermo: 2000 lire, Società italiana per la fabbricazione dell’alluminio: 1000 lire, Banca agricola milanese: 1000 lire, Banca Bergamasca: 10.000 lire, Banca nazionale di Credito: molteplici versamenti da 10.000 e 45.000 lire. E tante altre banche, troppe. Rusconi: 500 lire, Piaggio: 2000 lire, Brioschi: 2000 lire, Armatori Riuniti: 1000 lire, Istituto romano beni stabili: 100.000 lire, Calzaturificio Bernina: 500 lire, Industria bottoni Binda, Milano: 500 lire, Birrerie meridionali: 1500 lire.

E ancora: tutti gli alberghi di Bordighera, Società birra Peroni: quasi 10.000 lire, Montecatini (20.000), Gallarati Scotti, Rubinetterie riunite, Unione concimi chimici, Breda, Kupfer, Società metallurgiche toscane, la Compagnia nazionale di navigazione, Max Bondi, Lorenzo Allievi, Giovanni Agnelli….

Mi fermo qui. Boccata d’aria a Charterhouse Square. Goodbye“.

***

L’assassino si nasconde tra le righe,
(Scena 40, appartamento di Poirot, studio. Orecchio e Poirot seduti sul divano. Poirot legge un documento. Completata la lettura, solleva lo sguardo verso il suo ospite)

P. – Senza dubbio è interessante. Ma non c’è nulla di illegale, mon ami.

O. – Come può sostenerlo? Sa quante persone hanno ucciso i fascisti negli ultimi sei anni?

P. – Non lo metto in dubbio. Ma il finanziamento è forse proibito dalla legge del suo paese?

(Silenzio)

O. – (ha un gesto d’impazienza) Che incubo!

P. – Mon ami, si calmi! Perché non mi parla di quella sua teoria sulla scomparsa di Elisabeth Marymere?

O. – Non ci riesco. Non riesco a pensare che ai fascisti.

P. – (sconsolatamente) Bon.

(Silenzio)

Poirot si alza e guarda fuori dalla finestra. Inizia a piovere. Squilla il telefono. Entra Miss Lemon. Un colpo di vento spalanca la finestra.

***

NOTA
L’elenco completo dei finanziatori del primo movimento fascista è stato pubblicato da poco da Gerardo Padulo (I finanziatori del fascismo, «Le Carte e la Storia», Quaderno n. 1, 2010). Il tema era già stato affrontato da Renzo De Felice, che tuttavia non pubblicò l’elenco completo degli oblatori. Ernesto Rossi criticò severamente l’uso della fonte (l’elenco) da parte del biografo di Mussolini, non ritenendola attendibile.

Il lavoro di Padulo – che recupera integralmente le elargizioni documentate nel Fondo “Mostra della Rivoluzione Fascista”, Busta 47, versato presso l’Archivio Centrale dello Stato – consente di riaprire il dibattito su una delle prime forme di finanziamento occulto della politica italiana.

Lo studio, inoltre, di certo non corrobora la tesi di De Felice, che vedeva nel primo fascismo un movimento di ceti medi emergenti, poco o per nulla legato alla grande borghesia agraria e industriale. Tutte quelle lire versate, e documentate, sembrano dirci che la storia andò diversamente.

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