Il segreto di Joseph Conrad

Londra, 15/10/1925

All’attenzione di Mrs. J. Gidford, National Central Library

Gentile signora,

Può riporre la più completa fiducia nella persona che le consegna questa lettera, Davide Orecchio, che invio in “missione” tra le carte di Joseph Conrad, da Lei recentemente acquisite per conto della biblioteca e adesso scrupolosamente accudite, nel tentativo di venire a capo di un caso la cui soluzione Mr. Orecchio, non a torto, ritiene celarsi tra le pagine del manoscritto originale del romanzo Nostromo.

Una donna è scomparsa, Mrs. Gidford, e da più di un mese!, lasciando la sola traccia di un libro squadernato; per l’appunto un’edizione di Nostromo.

Scoperta una vecchia amicizia tra la madre italiana della scomparsa e il romanziere polacco da poco passato a miglior vita, ho ritenuto della massima urgenza una ricognizione delle sue carte da parte di Mr. Orecchio. La prego dunque di introdurlo ai segreti in Sua custodia.

Mia cara amica, è una questione di vita o di morte, e so di poter contare sul Suo aiuto.

La invito altresì a non fare caso a certi aspetti del carattere di Mr. Orecchio, e di non badare troppo alla sua tendenza a deconcentrarsi e a lasciarsi distrarre dalle diaboliche tentazioni della politica di cui divora informazioni sulle pagine di tutti i giornali che riesce a procurarsi.

So che Lei è persona di larghe vedute, immune da preconcetti nei confronti di uno straniero. Lo so per esperienza, mia cara Mrs. Gidford!

Mr. Orecchio è straniero come me, e soffre per una patria lontana che ritiene caduta nelle mani sbagliate; porta quindi sulle spalle il peso di un esilio politico, con tutte le debolezze e malinconie che la condizione comporta.

Sia io che Lei siamo persone democratiche, e già vedo crescere in Lei la stessa simpatia che Mr. Orecchio ha suscitato in me dal primo momento che l’ho conosciuto. Mi permetta però un consiglio: non si lasci attrarre in discussioni politiche! Per quanto in buona fede e di chiari sentimenti, Mr. Orecchio è un vero estremista, incline a idolatrare loschi rivoluzionari russi e la sedizione e la sommossa come princìpi di vita. Su questo terreno, ne converrà, non possiamo seguirlo.

Allora non abbandoni la strada maestra (Joseph Conrad!), nella speranza che i Suoi deliziosi tè pomeridiani addolciscano la tempra di questo italiano dall’intelligenza intermittente, al quale è stato però assegnato un ruolo chiave in un caso – Le assicuro – per me di vitale importanza.

Con affetto,

il Suo Hercule Poirot

4 Comments

  1. L’espressione “intelligenza intermittente” mi ha fatto sbellicare! Speravo di leggere qualcosa di nuovo dopo quell’inizio che avevo trovato su Nazioneindiana: mi piaceva molto. Sono stato esaudito, a quanto pare. Spero di leggere presto dell’altro!

    1. Grazie per l’apprezzamento, Alessandro. Ma non so mica se continuerò, non son giallista io 😦

      1. Potrebbe non essere un giallo, allora 🙂

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