Festivàl. Un colloquio con Filippo La Porta

Come si evince dal post precedente, sono stato a Lucera. Ospite del Festival della letteratura mediterranea. Ho fatto qualche domanda a Filippo La Porta nel corso di un colloquio a due. Siamo partiti dai suoi ultimi libri (Meno letteratura, per favore!, e Un’idea dell’Italia) per capire che scenario si è raffigurato La Porta della letteratura italiana odierna. Abbiamo parlato di libri e letture necessarie, di ebook, blog e rete.

Su internet La Porta s’è detto perplesso: non gli piacciono l’improvvisazione, l’aggressività e la mancanza di argomentazione del dibattito in rete. Rivendica il ruolo del filtro critico. Ha ragione. Io però penso che se quel filtro si esercitasse anche nella rete, standoci, non sarebbe male. Copio e incollo un po’ di aggiornamenti e status pubblicati durante la diretta del colloquio sulla bacheca Facebook del Festival.

“Lì dove si pubblica di tutto in realtà poi tutto diventa uguale e perde valore”.

“In rete c’è un problema: non ci sono filtri. Su un blog ci finisce davvero di tutto. In internet c’è una critica letteraria esclamativa, dove non si motiva mai niente e si preferiscono i linguaggi violenti”.

“Mi piace leggere i contemporanei perché ne condivido le esperienze”.

Il Festival é stato molto accogliente e ospitale. L’associazione che lo coordina è composta da un gruppo di ragazze e ragazzi splendidi, pieni di idee e vitali. Auguro loro in bocca al lupo e li ringrazio per avermi invitato.