Filippo La Porta (La Domenica/Sole 24 Ore) su Mio padre la rivoluzione

Il Domenicale del 19 novembre pubblica una recensione di Filippo La Porta a Mio padre la rivoluzione. Qui resto senza parole e grato, anche per il rilievo dato al capitolo sul Partigiano Kim, per me niente affatto secondario. «Il libro è uno straordinario racconto del mito politico più pervasivo della contemporaneità. (…) Un personalissimo reportage immaginativo, la cronaca fedele di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere».   Un «lavoro sapiente di collage, e poi una lingua vibrante, ricca degli umori più diversi (a volte quasi cronachistica e a volte liricheggiante)».   «In questa rilettura partecipe…

Torta ripiena di frutta secca (Ivàn Gončarov, «Oblomov»)

Un’altra mattinata persa: non si è lavato, non ha steso il progetto, non ha scritto all’ispravnik né al governatore né al padrone di casa; non ha controllato i conti, non ha dato il denaro. Forse l’altro, pensa Oblomov, avrebbe fatto tutto questo: “L’altro, l’altro… Ma che cos’è questo altro?” L’altro non vive in vestaglia; e poi esce, si muove, conosce, vuole sapere, vuole vivere. Preso dal panico, Oblomov mormora “ma io non sono l’altro“. Rimane steso a letto, però sfiorato “dalla dolorosa percezione che in lui fosse racchiuso, come in una tomba, un principio buono e luminoso, ormai forse già…

Letteratura, anti-letteratura

In un articolo  pubblicato dal Fatto il 31 luglio 2014, Paolo Di Paolo intervista Giulio Ferroni, Filippo La Porta e Massimo Onofri su letteratura, anti-letteratura, scrittori italiani. Sono grato a Onofri che fa il mio nome (assieme a Vittorio Orsenigo) nel menzionare scrittori “in controtendenza” o, se ho capito bene, che non cedono al desiderio d’essere come tutti. #Biodiversità. «Se la letteratura non sperimenta, non sfida se stessa, non sogna l’impossibile – conclude Onofri – non ha ragione d’essere». QUI L’ARTICOLO.

Festivàl. Un colloquio con Filippo La Porta

Come si evince dal post precedente, sono stato a Lucera. Ospite del Festival della letteratura mediterranea. Ho fatto qualche domanda a Filippo La Porta nel corso di un colloquio a due. Siamo partiti dai suoi ultimi libri (Meno letteratura, per favore!, e Un’idea dell’Italia) per capire che scenario si è raffigurato La Porta della letteratura italiana odierna. Abbiamo parlato di libri e letture necessarie, di ebook, blog e rete.

Filippo La Porta su Città distrutte

Su Left-Avvenimenti, 4 maggio 2012: E se provassimo a combattere la finzione – oggi sempre più pervasiva – con altra finzione? Se contrapponessimo al falso, sempre ingannevole, un finto però consapevole, dichiarato come tale? Anch’essa è una strategia di resistenza. Città distrutte. Sei biografie infedeli (Gaffi) dell’esordiente Davide Orecchio ci propone sei false biografie, altrettante storie di uomini e donne inventati ma ricorrendo a materiali d’archivio e a fonti documentarie vere. Perché Orecchio ha voluto intitolarlo Città distrutte? Non nel senso di Austerlitz di W.G.Sebald, in cui si diceva che la distruzione è un destino della città moderna. La risposta allora…