Ieri nel carcere di Secondigliano un detenuto mi ha ringraziato perché, ha detto, “leggere libri mi aiuta a evadere”. Oggi nel carcere di Poggioreale un detenuto mi ha chiesto se anche lui potrà reinventarsi una vita come un personaggio delle mie biografie. E un altro m’ha fatto notare che anche lui vive un esilio dalla famiglia come Rakar. Poggioreale può detenere 1400 persone. Poggioreale oggi detiene 2800 persone. In Italia 60 detenuti si uccidono ogni anno. 10 guardie carcerarie si uccidono ogni anno. Oggi se ti buchi vai in carcere. Ringraziamo Fini e Giovanardi. Problemi creati dai governi passati, ignorati dal governo presente e che il governo futuro (spero molto diverso) dovrà affrontare e risolvere.
Mese: dicembre 2012
Omaggio all’Omaggio

Quando Peter Handke si arrabbiò con i suoi recensori
Il 10 agosto del 1965 l’editore Siegfried Unseld, capo di Suhrkamp, annuncia per lettera al giovane Peter Handke che pubblicherà il suo romanzo d’esordio, probabilmente nel 1966, sempre che l’autore sia disposto a rivedere rapidamente certi dettagli ed eliminare alcuni austriacismi.
«Sono convinto che il suo lavoro non sfigurerà accanto a quelli di Peter Weiss e Ror Wolf e che porterà avanti la prospettiva di questi due autori.»
Il 25 agosto del 1965 Peter Handke risponde a Unseld dichiarandosi «felice oltre ogni misura» e pronto a intervenire sui dettagli segnalati dall’editore. Viaggerà al più presto da Graz a Francoforte per discuterne di persona.
Passa circa un anno. Il libro di Handke esce: I calabroni. Escono anche le prime recensioni. Non tutte positive. Ed ecco che il 20 giugno del 1966 lo scrittore riprende il carteggio con l’editore per denunciarne una, che l’ha fatto arrabbiare, uscita sulla Zeit. Handke non si capacita che il suo libro sia stato affidato in lettura a «persone prevenute e che neanche si premurano di nasconderlo». Denuncia le «critiche insensibili, stupide e scritte male» apparse non solo sulla Zeit, ma anche sulla Welt. Avvisa di volersi difendere per dimostrare che le recensioni sono «bugiarde e avventate».
«Vorrei scrivere un “grande” articolo contro tutti questi critici che pretendono di elevare a norma la letteratura di consumo, come ad esempio i romanzi di Günter Grass. Vorrei riabilitare il mio libro.»
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