Paride Sanchis

Donna e bambini
(foto: Archivio Storico Cgil Nazionale)

Angela cucina timballi che m’assomigliano col fatto di afflosciarsi nei giorni e marcire e per il risucchio della salsa fin troppo acquosa. Sono il naufrago del condimento. M’aggrappo alle zattere di mozzarella, alla melanzana. Navigo il sugo senz’arrivare. Affiorano capperi, olive cadavere. Io sono la foglia del basilico scheletro. Io sono unto, sgualcito, sapido e annego. Pronuncio l’addio e il buon appetito. Profetizzo il mio andare a male, coltivo il disprezzo non etico dell’insegnante che ero.

(Stati di grazia, il Saggiatore 2014, Gli ultimi giorni di Paride Sanchis, p. 15).

Una mail da un lettore

Domenica mattina ho trovato in posta elettronica questa lettera. La invia un lettore che mi aveva già scritto a suo tempo su Città distrutte. L’ho ringraziato e gli ho chiesto il permesso di pubblicarla, omettendo il suo nome e dove risiede.

«Buongiorno Davide. Forse si ricorda di me, le scrivo da…, mi complimentai con lei per il fantastico “Città distrutte“, libro che mi è entrato nel cuore – ma forse è meglio dire nella carne – e che ad ogni lettura, anche casuale, anche di singole frasi, mi regala vertigini. Ora ho letto di questo suo nuovo “Stati di grazia“, e non sto più nella pelle. Partiamo bene, già mi piace la copertina. Già mi piacciono le foto. Già mi piace la struttura labirintica della presentazione che ne fa – oh, croce e delizia dei collegamenti ipertestuali! sempre con la sensazione di non aver letto tutto, che qualcosa sia sfuggito, una foto, una frase, un commento. Leggere le sue pagine è un po’ come partecipare ad una caccia al tesoro – impareggiabile. Le auguro di cuore che il libro venga ben accolto».

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Stati di grazia: un [mio] romanzo di racconti

Ho aperto su questo sito una pagina dedicata a Stati di grazia (il Saggiatore), il [mio] romanzo che esce alla fine del mese, il 27 febbraio 2014. La pagina ospita materiale introduttivo al libro, alla storia, ai personaggi. Le fantasticherie: anch’esse sono materia e materiale del libro, e della pagina. Il contesto delle immagini (alcune bellissime, che ho trovato; altre scattate da me) dov’è nata l’idea di scrivere e scriverne: terra, miniere, lavori, daffare, operosità, infanzia, vecchiaia, Sicilia, Argentina, Roma, canne da zucchero, uniformi, dittatori. Il testo, anzi i testi: brevi intro ai luoghi e ai personaggi.

[Accidenti, ho usato il termine “romanzo”! Come ci sono arrivato? Come ci sono entrato? Ne avrò il diritto? Ma insomma il mio desiderio era questo: che Stati di grazia fosse un romanzo di racconti; e il mio impegno è stato conseguente.]

Stati di grazia

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