«Sul Romanzo» e Stati di grazia

«Il romanzo Stati di grazia di Davide Orecchio, edito da Il Saggiatore nei primi mesi del 2014, è la dimostrazione che la letteratura può testimoniare, con una lingua ricercata e visionaria, gli orrori della dittatura in Argentina e contemporaneamente denunciare le aberranti condizioni di lavoro dei carusi nelle zolfare siciliane: la storia, infatti, si svolge tra Italia e Argentina e narra le vicende di tanti personaggi che si muovono tra la Sicilia, Buenos Aires, il Nord dell’Argentina e Roma.»

Sul Romanzo

«Orecchio parte da precisi eventi storici, sui quali si documenta con perizia certosina, segnalando le sue fonti e costruendo un ordito narrativo di complessa impostazione.»

Inizia così la recensione di Beatrice Mantovani, pubblicata da Sul Romanzo.

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Tarcisio Tarquini su Com.Unità

Tarcisio Tarquini recensisce Stati di grazia sul suo (nuovissimo) blog Dettagli a parte, ospitato dall’Unità.

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«Stati di Grazia é un libro importante destinato a durare. Non è una lettura facile, che si possa fare con un occhio solo e l’altro rivolto all’orologio, con il pensiero di far quadrare i conti delle nostre giornate. Richiede anche al lettore di essere in “stato di grazia” e dimostra che la letteratura che conta non aiuta nel mestiere di far quadrare i conti. Semmai, essa aggiunge numeri, cifre, simboli, impegnandosi a gara con la storia, che fa lo stesso. “Stati di grazia” sono quelli che permettono a Orecchio di ricostruire le vite dei suoi personaggi che la storia ha dissipato o sterminato; sono le epifanie che li fanno riapparire in luoghi inaspettati, mentre lo scrittore, un intruso, finalmente comprende con uno sguardo vasto, d’insieme, quanto accade nel mondo, il suo prima e il suo dopo, il suo svolgersi. Non anche il perché.»

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