Provando a spiegare Trockij

Ad Alatri, ospite di Tarcisio Tarquini e presso l’associazione Coworking Gottifredo, in un bell’incontro con lo scrittore Andrea Melone, ho provato a spiegare Trockij, il fantasma e messia di Mio padre la rivoluzione (come l’ha definito Melone), l’eroe del what if e personaggio che mi è servito, in quasi tutti i capitoli del libro, a raccontare i cortocircuiti, i fallimenti, gli appuntamenti mancati, le sconfitte. Non so se ci sono riuscito ma, come spiegano le foto scattate dagli organizzatori del Coworking, ci ho provato. Ho provato a spiegare alcune cose anche in questa conversazione con Gabriele Sabatini pubblicata da Flanerì…

Buon compleanno, Horcynus Orca

Il 9 e 10 ottobre, tra le alture di Arcinazzo romano e Trevi nel Lazio (dove fu in parte scritto) si festeggia il quarantennale del più grande romanzo di mare del Novecento italiano: Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo. Al convegno organizzato da Tarcisio Tarquini (qui tutte le informazioni) partecipano studiosi, poeti, artisti, tra i quali Moshe Kahn, autore della prima traduzione del romanzo: uscita quest’anno in Germania per Fischer, 40 anni dopo l’esordio… Immagino che sarà una festa. Una grande festa dove riascoltare l’eco dell’acqua e dell’animalone che sfiata e passa tra lo scill’e cariddi. Dove come in un’orgia di ritmo e…

Tarcisio Tarquini su Com.Unità

Tarcisio Tarquini recensisce Stati di grazia sul suo (nuovissimo) blog Dettagli a parte, ospitato dall’Unità. «Stati di Grazia é un libro importante destinato a durare. Non è una lettura facile, che si possa fare con un occhio solo e l’altro rivolto all’orologio, con il pensiero di far quadrare i conti delle nostre giornate. Richiede anche al lettore di essere in “stato di grazia” e dimostra che la letteratura che conta non aiuta nel mestiere di far quadrare i conti. Semmai, essa aggiunge numeri, cifre, simboli, impegnandosi a gara con la storia, che fa lo stesso. “Stati di grazia” sono quelli…

Tarcisio Tarquini su Città distrutte

Rendiamociconto 16 giugno 2012 Tarcisio Tarquini, Su “Città distrutte” di Davide Orecchio Che Davide Orecchio abbia scritto un gran libro e che, perciò, il premio Mondello conferito a Città distrutte (Gaffi editore) sia stato più che giustamente assegnato non sono certo io il primo a dirlo, anche se ci tengo a rivendicare pubblicamente il merito (tutto privato, naturalmente) di aver seguito la gestazione di questi racconti e, per quanto è potuto valere, di aver incoraggiato l’autore di fronte ai dubbi che sempre spuntano a un certo punto della fatica e perciò una rassicurazione può placare l’ansia, il timore di non essere pari alla prova….