Il nuovo cantiere

Mi sa che devo iniziare a scrivere.

Mi sa, anche, che ho finalmente capito il mio metodo di lavoro. Io mi sommergo sotto una montagna di materiali, libri, documenti, file. Una volta che l’ultima pietra è stata posta, e sono ben sepolto nella caverna di questo massiccio, inizio a cercare una via per uscirne, per tornare a respirare, e scavo labirinti in forma di scalette e architetture narrative.

Tutto questo non ha alcun senso, considerati lo stato di salute e gli interessi dell’editoria contemporanea.

Probabilmente non ha senso nemmeno per me. Farei meglio a bere Margarita sul bordo di una piscina.

Questa volta ho pure esagerato: oltre 200 libri letti, 323 file di appunti, 13 ipotesi diverse di architettura narrativa, 33 file di materiali e scalette organizzati per altrettanti capitoli. Per fortuna: 1 solo progetto operativo.

Con queste premesse, sarà il mio libro migliore o il mio più grande fiasco. Vada come vada, alla fine della traversata mi premierò con un Margarita.

Gennario Serio, “Il viaggiatore breve”

Il primo libro che ho letto di Gennaro Serio è Notturno di Gibilterra. Il titolo all’epoca in realtà era L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI, per uno dei manoscritti finalisti al Premio Calvino 2019. La giuria del premio, della quale ero membro, assegnò il primo posto a Serio, che poi avrebbe trovato il suo editore, L’Orma, con il quale ha pubblicato anche un secondo romanzo, Ludmilla e il corvo, e questo terzo Il viaggiatore breve, dove il lettore assiste a un salto di qualità rispetto ai pur notevoli precedenti, perché cultura, erudizione e giochi borgesiani labirintici qui servono con efficacia la bellezza della storia e della lingua, e il risultato è coeso e di grande livello. Sono felice di avere contribuito all’abbrivo di questo nuovo scrittore italiano.