Per Goffredo Fofi

È morto oggi a Roma Goffredo Fofi. Aveva 88 anni. Era ricoverato all’Ospedale Cavalieri di Malta dal 25 giugno, in seguito alla frattura di un femore. La notizia della sua morte è la prima che mi è apparsa questa mattina sul cellulare appena aperto, in un post su Instagram di Alessandro Raveggi: se servono spesso a distrarci, gli strumenti della vita digitale hanno però una loro intima, algoritmica consapevolezza che non nasconde le cose importanti.

La morte di Goffredo Fofi è una cosa importante perché importante è stata la sua vita...

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Questo referendum

Se qualcuno mi chiedesse quand’è che questo Paese si è convinto che il Lavoro è una causa persa, non saprei indicare una data precisa ma potrei stendere un lungo elenco di eventi, gloriose sconfitte, leggi reazionarie, leggi mancate, accanimenti di destra, sbandate e scarsa, o del tutto assente, lucidità di sinistra. Tutto in poco più di vent’anni schifosi e ingiusti nei confronti di chi lavora. Quanto basta per scoraggiare i più ottimisti. Ma se qualcun altro chiedesse: “Quand’è che questo Paese si convincerà che il Lavoro non è una causa persa?”, una data da suggerire ce l’avrei, ed è il prossimo fine settimana. L’8 giugno andrò a votare Sì per cinque referendum abrogativi che sono di straordinaria importanza.

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Due domande per Mathias Énard

Mathias Énard, foto di ©Pierre Marquès

Sabato 22 marzo, al festival romano Libri Come, lo scrittore francese Mathias Énard (uno dei migliori che abbiamo nei nostri anni) ha presentato il suo ultimo romanzo, Disertare (E/O 2025). Ero lì ad ascoltarlo, in una fila laterale, e mentre parlava (in italiano!) del suo libro, di Europa, di guerra, di storia e di letteratura, mi sono venute in mente un paio di domande che avrei voluto rivolgergli. Domande che non gli ho fatto. Non ho avuto né il tempo né la faccia tosta di porle quando si è aperto uno spazio di confronto con il pubblico. Allora provo a scriverle qui.

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