Manna («Scritture», Esodo 16)

« “Or avvenne che la sera arrivarono tante quaglie, da ricoprire il campo. Al mattino, poi, uno strato di rugiada era tutto intorno all’accampamento, e ricopriva il suolo.

Apparve allora nel deserto una cosa minuta, come pestata nel mortaio, simile alla brina sulla terra. Vistala, i figli di Israele si dicevano uno all’altro: ‘Manhu?’, che vuol dire ‘Che cos’è questa?’. Non sapevano infatti che cosa fosse.

Mosè allora disse:

‘Questo è il pane che il Signore vi ha dato per nutrirvi. Questo è il comando che vi dà il Signore:

– Ciascuno ne raccolga quanto basta per il suo nutrimento.
– Ne prenderete un gomor a testa, secondo il numero delle persone che abitano con voi nella vostra tenda’.

Fecero dunque così i figli di Israele, e ne raccolsero chi più chi meno. Ma misurandola alla misura di un gomor, né chi più ne aveva raccolta ne ebbe di più, né chi ne aveva presa meno se ne ritrovò meno; ma a ciascuno ne toccò quanta ne poteva mangiare.

E disse a loro Mosè: ‘Nessuno ne serbi per domani’. Essi non gli diedero retta e alcuni ne lasciarono fino alla mattina dopo; ma cominciò a mandar fuori i vermi, e s’imputridì; e Mosè si sdegnò con quelli. Ne raccoglievano, dunque, ciascuno quanto ne aveva bisogno per la sua razione al mattino, che al calore del sole si liquefaceva”.


Manna
(Israele, 1949)

Ingredienti. 4 mele renette, 2 cucchiai di miele, un pizzico di zenzero in polvere, una tazza di panna, qualche spicchio di pompelmo.

→ Tritare le mele e ridurle in poltiglia. Unire il miele, lo zenzero e infine, delicatamente, la panna montata. Distribuire il composto in coppette, guarnire con spicchi di pompelmo e servire molto freddo ».

(Da: Oretta BongarzoniPranzi d’autore, Ed. Riuniti 1994, pp. 99-101. Da un po’ di tempo pubblico sul blog le ricette e le pagine tratte da un vecchio libro di mia madre. Chi vuol sapere perché lo sto facendopuò leggere qui.)

Questa è l’ultima ricetta che pubblico. A 20 anni esatti dalla morte di mia madre. Ricetta ispirata a un miracolo.

Alla memoria di O.B.

1939 – 1995


AGGIORNAMENTO, 18/11/2022

Torna in libreria Pranzi d’autore, grazie a minimum fax. Una nuova edizione delle ricette letterarie di Oretta Bongarzoni. Di Pranzi d’autore ho scritto così tanto, su questo sito, che non riesco ad aggiungere altro. Sono felice di avere trovato un editore che lo riproponesse. Voglio solo festeggiare.


Luciano Gallino

In 15 anni di lavoro sul lavoro, Luciano Gallino mi è capitato di leggerlo e intervistarlo molte volte. Spesso al telefono, registrando la sua voce bassa e riflessiva che mi arrivava dalla lontana Torino. Lavorare sul lavoro, in questi 15 anni, per me ha significato anche e soprattutto testimoniare dal mio piccolo osservatorio una dissipazione e disgregazione apparentemente inesorabili. Sono stati rari i giorni delle buone notizie. E sempre più buia la scena, non solo per colpa dei governi Berlusconi. In questo buio i libri e il pensiero di Gallino sono stati una luce saggia, ostinata e ribelle. Credo per molti di noi. Non dimenticherò questo intellettuale e la sua rivolta contro un mondo che cambiava in peggio e nell’ingiustizia. Ma se torniamo sulle sue pagine, e sulle sue parole, troveremo anche un mondo di proposte: servono come l’ossigeno a una sinistra che voglia rimettersi a discutere il mondo, che voglia cambiarlo di nuovo, ancora: il mondo.

fabbrica

P.S.

Ho pranzato coi plumcake. Per cena gli asparagi. E cioccolata fondente. Poi ho guardato un film di Wes Anderson. E ho spedito una mail col Post Scriptum. Che senso ha spedire una mail col P.S.? Nessuno! Ma credo sia sexy.

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David Peace: gli elettori vogliono questo oggi

GB84

«Come giudica Jeremy Corbyn, il nuovo leader del partito?»

«Sono fiero di averlo votato alle primarie. Negli ultimi anni il Labour non ha avuto niente a che fare con il socialismo. Corbyn è il miglior leader che potessimo avere dopo Harold Wilson e Michael Foot. E, finalmente, incarna ciò che penso: più sanità pubblica, più Stato, più sindacati, meno austerity, meno finanza speculativa. È un momento storico per noi e gli elettori vogliono questo oggi. Basta andare nei pub o scendere in strada per capirlo».

David Peace, intervista a Repubblica, La mia maledetta Inghilterra, 29 ottobre 2015.